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a 6 ANNI DAL MAXISEQUESTRO di aceto

Assolti Aimo e Luca De Nigris: non ci fu contraffazione

Assolti Aimo e Luca De Nigris: non ci fu contraffazione

A sei anni dai fatti, Acetifici Italiani Modena (Aimo) e il suo amministratore Luca De Nigris sono stati assolti. Finisce così per il colosso degli aceti italiani con sede a Carpi un periodo...

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A sei anni dai fatti, Acetifici Italiani Modena (Aimo) e il suo amministratore Luca De Nigris sono stati assolti. Finisce così per il colosso degli aceti italiani con sede a Carpi un periodo difficile che aveva portato a un primo grosso sequestro di prodotto già pronto per essere commercializzato, poi al dissequestro e infine a un secondo sequestro di un lotto residuo di quello iniziale che ora - perché scaduto - deve essere smaltito. La sentenza è stata letta ieri mattina dal giudice Manuela Cortelloni lasciando soddisfatti De Nigris e i suoi due difensori, gli avvocati Luca Pastrorelli e Roberto Bortolotti. La vicenda, estremamente complessa, riguardava l’etichetta. Il processo era basato su accuse di frode nell’esercizio commerciale e vendita di prodotti con marchi mendaci riguardanti un grande lotto di balsamico di Modena pronto per la vendita nel 2009. Al centro delle indagini, l’applicazione di norme transitorie del disciplinare sull’Igp emesso proprio nel 2009 attraverso una presunta frode che aveva attirato l’attenzione del Consorzio aceto balsamico Igp Modena. Spiega l’avvocato Pastorelli: «La duplice assoluzione arriva dopo sei anni di attività processuali ci attendevamo come sviluppo naturale della vicenda. Evidentemente questo risultato si deve ad una intensa attività difensiva, compreso quello tecnico-scientifico, affidato al professor Mario Giaccio dell'Università di Pescara, ma soprattutto ad una particolare attenzione del Tribunale, che ha approfondito tutti gli argomenti sviluppati prima di giungere a una sentenza pienamente assolutoria».

Il processo riguardava un momento produttivo a cavallo del periodo transitorio, relativo all'entrata in vigore del disciplinare di produzione dell'Abm (Aceto balsamico di Modena). Sulla base della normativa comunitaria, recepita in Italia con decreto ministeriale istitutivo del disciplinare di produzione, erano state emesse alcune circolari interpretative che dettavano disposizioni non del tutto coerenti tra di loro e con le norme del disciplinare stesso: perciò le imprese si sono trovate, in quel periodo, ad operare in una situazione di grande incertezza normativa, determinata anche da una serie di problematiche inerenti alcuni profili del disciplinare che hanno dato origine ai primi provvedimenti cautelari, in base a interpretazioni difformi di alcuni organi ispettivi. «Siamo riusciti a dimostrare che il prodotto al centro del penale era assolutamente conforme a quanto riportato nella etichettatura, senza violare, in alcun modo, il disciplinare di produzione che era stato appena approvato nel territorio nazionale», conclude Pastorelli.

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