Dehors, tre mesi per mettersi in regola
I locali colpiti dall’ordinanza di sgombero hanno 90 giorni per chiedere l’autorizzazione paesaggistica
I primi a dover rimediare producendo adeguata documentazione e richiesta per il proprio dehor, sono i titolari di Star Bene, locale di piazzale Roverella, che in questi giorni si sono visti recapitare l’ordinanza dal Comune e dalla Sovrintendenza. Era un atto previsto e già ampiamente criticato, ma adesso si passa dai fatti. Il locale avrà novanta giorni di tempo per mettere in regola il suo dehor, chiedendo in particolare l’autorizzazione paesaggistica, poiché si trova nelle zone del centro storico indicate per cui è necessario regolarizzare la posizione. Non si tratta, come dice l’ordinanza stessa, di una struttura permanente, che comporterebbe ben altri vincoli, ma composta da tavoli, sedie, pedane e vasi, “volta a soddisfare le esigenze dell’attività nell’arco temporale della sua durata senza comportare trasformazione edilizia durevole e permanente del territorio”. Ma anche in questi termini è sottoposta a preventiva autorizzazione paesaggistica. La Sovrintendenza chiarisce per iscritto che agli atti non risulta niente di simile e in effetti non poteva essere diversamente, visto che delle necessità di questo ulteriore adempimento si sa da pochi mesi. La procedura messa in atto sembra già rispondere a quanto auspicato dal Comune e reso noto anche in un incontro coi commercianti interessati. Preso atto dell’obbligatorietà di questo passaggio amministrativo, l’amministrazione aveva già chiesto anche alla Sovrintendenza di predisporre un iter veloce e meno impegnativo possibile per le attività che saranno chiamate a compierlo. Ne va della stagione estiva di tanti locali del centro, che con gazebo, dehor e tavolini all’aperto aspettano di costruire la loro fortuna commerciale. La richiesta è quindi di mettersi in regola con domanda di autorizzazione entro novanta giorni, che significherebbe comunque, fra domanda e attesa della risposta, salvare la primavera ed estate e poi, se non ci saranno intoppi, proseguire con un’autorizzazione regolare. Dopo Star Bene arriveranno altre ordinanze simili, perché sottoposto a questo obbligo è l’intero centro storico, compresa piazza Garibaldi, dove i locali interessati sono tanti. Da quando si è saputo di questa necessità non sono mancate le proteste dei commercianti e anche di alcuni partiti politici, preoccupati per le sorti di un centro cittadino che già affronta la crisi. Fra l’altro questa vicenda si intreccia con il regolamento comunale per i dehors e con altre prescrizioni che hanno già toccato alcune strutture, la più nota quella del Caffè Pin up di piazza Martiri, in deroga da mesi e smantellato nell’ottobre scorso. Anche in periferia diversi gazebo sono stati smontati, non tanto su richiesta della Sovrintendenza quanto per la non rispondenza al regolamento comunale.
Gabriele Bassanetti
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