Gazzetta di Modena

Modena

Ladri alla Pol. Sacca Vetrata frantumata

Ladri alla Pol. Sacca Vetrata frantumata

I banditi tentano l’assalto con un camion: volevano le slot Scatta l’impianto fumogeno che mette in fuga i balordi

2 MINUTI DI LETTURA





Alla Polisportiva Sacca il martedì sera si balla. Fino a tardi. Ed infatti gli ultimi avventori della lunga nottata di divertimento lasciano la stanza di via Paltrinieri poco dopo le 3. Ma neppure mezz’ora dopo il telefono cellulare di Giancarlo Campana, lo storico presidente, suona: gli dicono che i ladri hanno tentato l’assalto. Campana si veste di corsa e torna alla Polisportiva, ma ormai il danno è fatto. Quando arriva non può fare altro che constatare il gravissimo danno provocato. Sul posto giungono anche la vigilanza privata e i carabinieri che avviano le indagini, ma sarà difficile risalire alla banda che ha tentato il colpo anche se si partirà da qualche avventore sospetto, notato nei paraggi e magari immortalato dalle telecamere.

L’obiettivo dichiarato erano le due slot machine e la macchina scambiasoldi che si trovano in una stanza apposita, al piano terra della struttura. Ed infatti il gruppo d’azione entra dal cancello laterale, che si trova a pochi passi dalla sala giochi, incurante del fatto che vi fossero altri avventori nell’immensa polisportiva. Arrivano con un furgone piuttosto grosso, vanno in retromarcia e quando sono a pochi centimetri dalla vetrata danno gas. I vetri si sbriciolano, gli infissi vengono smurati e anche l’impianto elettrico subirà discreti danni. Si parla di almeno 10-12mila euro da ripagare per ripristinare la struttura. Ma i ladri non hanno fatto i conti con l’innovativo impianto di sicurezza. Non c’è, infatti, soltanto l’allarme sonoro, utile a mettere pressione, alla Sacca è stato installato anche un impianto fumogeno, che dovrebbe rendere più complesso ai banditi qualsiasi movimento. Ed infatti la prevenzione funziona: il gruppo risale in camion e se ne va a mani vuote.

«Eravamo andati a letto tardi - ricorda Campana - Hanno fatto grossi danni alla struttura, ma quantomeno gli impianti d’allarme hanno funzionato. Ci sono anche una decina di telecamere di sicurezza, speriamo che le registrazioni possano aiutare i carabinieri nelle loro indagini. L’unica cosa che mi consola è che all’interno della struttura non ci fosse nessuno. In vent’anni di presidenza non mi era mai capitata una cosa del genere, ma è la dimostrazione del disagio sociale che quotidianamente leggiamo sui giornali».

Francesco Dondi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google