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Maserati si aggrava: in marzo aumenterà la cassa integrazione

Maserati si aggrava: in marzo aumenterà la cassa integrazione

Le ore previste per febbraio raddoppiano «per allineare le vendite alla capacità produttiva». Fiom chiede chiarezza

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I presagi oscuri e gli allarmi lanciati per anni da Fiom-Cgil sulla Gazzetta di Modena, riguardo il futuro dello stabilimento cittadino di Maserati, ora trovano facile riscontro nella realtà e gli stessi allarmi, e le medesime preoccupazioni, si estendono a macchia d’olio. Al punto che sullo stesso carro, che purtroppo non è di vincitori, ora salgono anche tanti politici, soprattutto del Partito Democratico.

Ieri il sindacato Fiom-Cgil ha diffuso un comunicato in cui si evidenzia che «il futuro dello stabilimento Maserati si fa ancor più a tinte fosche dopo l’apertura di una nuova procedura di cassa integrazione per marzo e inizio aprile. L’azienda - dice Fiom - ha già fatto ricorso all’ammortizzatore per 4 giorni in febbraio per 304 addetti e ora apre una procedura più impattante di 9 giornate di cassa integrazione ordinaria dal 21 marzo al 3 aprile, sempre per 304 addetti (250 in produzione, i restanti fra gli impiegati). Il ricorso all’ammortizzatore nelle motivazioni dell’azienda è per allineare i volumi di vendita alla capacità produttiva».

«Questa nuova procedura - dice Cesare Pizzolla, segretario Fiom/Cgil Modena - conferma tutte le preoccupazioni che da tempo la Fiom/Cgil solleva e che sono state al centro anche dell’incontro pubblico con istituzioni locali e parlamentari dello scorso primo febbraio. Non è più rinviabile un incontro unitario dove l’azienda chiarisca le prospettive produttive, convocando l’insieme delle organizzazioni sindacali». Fiom/Cgil considera positivo l’interessamento dei parlamentari modenesi Baruffi e Guerra alla vicenda Maserati e si augura che l’incontro chiesto al ministro Guidi porti a un coinvolgimento attivo del Governo per dare certezze ai lavoratori di Maserati. Oggi Fiom/Cgil invierà alla direzione aziendale la richiesta di incontro per chiedere un coinvolgimento dei vertici ai più alti livelli di Maserati, a cominciare dall’amministratore delegato. «I dirigenti - dice Pizzolla - devono venire a Modena per dire con chiarezza cosa sta succedendo negli stabilimenti Maserati e quali sono le prospettive del sito modenese».

Anche all’inizio di questo mese Fiom aveva sottolineato che «il piano Fca di due anni fa poggiava su tre elementi: 7 milioni di autovetture da produrre, entrata in produzione di nuovi modelli con il completamento della gamma Alfa preventivato entro il 2018 e rientro dalla cassa integrazione per tutti i lavoratori. Marchionne ha però "bucato" tutti questi tre pilastri».

Stefano Turcato

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