A Modena nasce a sorpresa un campo nomadi su terreno vincolato
Silenzio dal Comune sull’insediamento abitativo in corso in Stradello Cave Rubbiani: ora la casetta ha luce e acqua
MODENA. Prosegue l’intervento edilizio di una famiglia nomade su un terreno agricolo tutelato nella totale indifferenza del Comune. Dopo la collocazione della casa prefabbricata accanto a una roulotte, poste a “L” in fondo al terreno, ora nell’appezzamento agricolo tutelato di Stradello Cave Rubbiani di Collegara, a poche decine di metri dal Panaro, è stata allacciata la corrente elettrica: di sera la casetta è illuminata. I proprietari, in cerca di privacy, hanno anche messo la recinzione verde oscurante per chiudere lo sguardo dei passanti, dopo l’apprensione e le polemiche dei residenti preoccupati per questo arrivo in odore di totale abuso edilizio.
Ora si teme che l’allacciamento ai servizi (c’è anche l’acqua) preluda alla nascita di un campo nomadi abusivo. La paura è fondata? Impossibile rispondere perché i residenti sostengono di avvisare la polizia municipale a ogni passo compiuto in quel terreno e che i vigili, anche se hanno personalmente assistito ad alcune operazioni, non rispondono assolutamente nulla. «Nessuno contesta a quella famiglia di venire ad abitare qui - spiega un residente - noi critichiamo invece il modo in cui avviene l’insediamento e anche quella che noi appare una situazione illegale che continua sotto gli occhi delle autorità. Qui non interviene nessuno».
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Il punto è che quel terreno agricolo è doppiamente tutelato perché non è edificabile e anche perché è sotto vincolo ambientale in quanto si trova nell’area prossima alle casse di espansione del Panaro. Una zona a grande rischio per chi ci abita, perché soggetta a possibili allagamenti. In questo terreno regolarmente acquistato in novembre la famiglia nomade ha però commesso un primo atto in odore di illecito, vistosamente notato da tutti i vicini, quando ha collocato due roulotte. Una è sparita, ma una è rimasta. Nei giorni scorsi ha portato la casetta prefabbricata provocando un incidente che ha ostruito la strada: la casetta era trasportata in modo così approssimativo che alla curva di ingresso il carrello non ha retto la manovra e la casetta è scivolata nel canale intraversandosi. Poi è avvenuto il trasloco e la famiglia composta da genitori e tre figli ha iniziato a farsi vedere sempre più spesso dentro la casetta. E adesso ha allacciato i servizi.
Tutto questo è avvenuto in apparente assenza di autorizzazioni in un terreno agricolo che il Prg non prevede in alcun modo di occupare, tanto meno ad uso abitativo.
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Alcuni residenti chiedono chi sta permettendo di avviare un insediamento abitativo oppure se si tratta di un abuso edilizio non sanabile o peggio ancora di una lottizzazione abusiva, visto che i lotti abitativi sono due (casetta e camper). «Quello che ci stupisce sempre di più - spiegano alcuni – è il totale silenzio delle autorità. Il Comune sa tutto, vede tutto, ha modo di controllare tutto, ma non ci dà neanche una risposta. È previsto un incontro, ma rischiamo di arrivare a cose fatte. Se noi non possiamo neanche aprire una feritoia senza commettere un abuso edilizio, perché loro possono insediarsi così?»
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