Lesignana e Ganaceto: «Anche noi (soli) in trincea contro furti e criminalità»
Non solo Albareto: un’altra fetta di periferia chiede aiuto all’amministrazione «Abbiamo paura». E sotto il bancone si tengono mazze e spray al peperoncino
MODENA. «Dov’è che si firma la petizione?». Gli abitanti di Lesignana e Ganaceto chiedono più sicurezza. Sulla scia di quanto fatto ad Albareto, stanno pensando a una raccolta firme da presentare al sindaco.
«Se si risolve qualcosa firmiamo certamente», garantisce Carmela Tortora. La titolare del bar B52 sa il fatto suo. «Abbiamo un servizio di telecamere - mostra la donna - uno spray e una mazza da baseball come deterrente. Abbiamo chiesto per il “Taser” (la pistola elettrica in forza alla polizia statunitense), non so se sia legale».
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Carmela ricorda bene l’episodio dello scoppio del bancomat, avvenuto nella notte di tre giorni fa. Lunedì 22 febbraio.
PIÙ PATTUGLIE. «Servirebbero più pattuglie di vigilanza - riprende l’intervistata - abbiamo anche creato un gruppo su WhatsApp per comunicare agli agenti se c’è qualcosa che non quadra». Il dialogo con le forze dell’ordine è imperativo per Angela Castelfranco. È la titolare della farmacia, più volte presa di mira da episodi di delinquenza. «La vera sicurezza andrebbe costruita sul territorio - riconosce la dottoressa - con corsi specifici, come quelli di prevenzione. Anche la sicurezza è salute».
La donna si dice pronta a firmare la petizione, quando gliela presenteranno alla firma. «Denuncio sempre tutti gli episodi alle forze dell’ordine - riprende Angela - bisogna dar loro le informazioni più giuste possibili. L’esercito? Non vorrei sparare a un passerotto con un cannone».
Non tutti la pensano così, anzi. «A questo punto l’esercito non è più eccessivo - garantisce Federica da un’attività della zona - ogni giorno c’è un episodio. Ci sono furti notturni nelle case, ce ne sono stati anche nel locale in passato. Le inferriate? Le sciolgono con l’acido.
AUTODIFESA. Andrebbe legalizzata l’autodifesa. Servono le telecamere e qualche controllo in più, di notte e di giorno. Se la petizione parte firmo molto volentieri». Altre voci confermano la preoccupazione. «Hanno tre volte tentato di entrare in casa mia - denuncia un residente - ho messo una porta blindata, il vetro blindato. Anche se li catturano, gli agenti che possono fare? L’esercito? Non so se serve, visto che magari fanno i colpi quando gli agenti vanno via».
BLINDATI IN CASA. C’è chi esce, fa la spesa e si rinchiude in casa. «Vivo sempre chiusa con la porta blindata - confessa Deanna Ori - e non faccio entrare nessuno. Le telecamere servirebbero, non si sa mai che persone girano». Qualcuno ha adottato strumenti di autodifesa improvvisati.
«Da quando hanno provato a rubare qui vicino - garantisce Roberto Zarrella - guardo sempre in giro chi c’è e con me ho tre sassi». Tanti hanno già puntato (o punterebbero) sulle armi tradizionali. «Ho preso il porto d’armi - aggiunge Ermes Bevini - per difendermi in casa mia. Non serve l’esercito, ma che la giustizia italiana funzioni».
DATECI L’ESERCITO. «Abbiamo il porto d’armi - spiega Anna Ferrari - non sparerei, ma se toccassero i miei figli o i miei nipoti diventerei una bestia. Vogliamo l’esercito. Basta andare dalla parte dell’Alta Velocità per accorgersi di che persone ci sono». Mirella Frascà sposta per un attimo l’obiettivo sulla velocità. «Serve un autovelox - ribadisce Mirella - anche questa è sicurezza».
Giuseppe Cavaliere porta subito i furti al centro dell’attenzione. Le armi per lui servono, come le telecamere. Anche per lui il sistema è da riformare. «Gli agenti li catturano - ricorda l’uomo - e poi sono subito fuori. In altri Paesi non esiste». Per diversi abitanti il passaggio di agenti della Polizia Municipale in divisa a orari fissi non è abbastanza. I malintenzionati, infatti, conoscerebbero così i loro movimenti, entrando in azione al momento favorevole.
«Non hanno paura di entrare in casa - conclude Patrizia Osti - agiscono e vanno via. L’esercito potrebbe servire, se fosse un presidio fisso».
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