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Bimba muore a 4 anni schiacciata dal camino

Bimba muore a 4 anni schiacciata dal camino

Giulia Tabacchi stava ballando quando la mensola di marmo l’ha travolta Disgrazia all’ora di cena in un appartamento alla Cavazzona di Castelfranco

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CASTELFRANCO. Giulia stava ballando nel salotto di casa, mentre il fratellino Alessio era sul divano dove giocava con l’i-pad. Giulia era una bimba “meravigliosa” come raccontano le mamme dei compagni di scuola alla materna “Pizzigoni”, che dista poche centinaia di metri a piedi dalla sua casa di via Boldrini, alla Cavazzona. Giulia ora è volata in cielo, morta per una tragica fatalità: una mensola di marmo pesantissima, incollata al camino, l’ha travolta e schiacciata, annientando in pochi istanti la serenità della famiglia Tabacchi. Impossibile dare una spiegazione plausibile di quanto avvenuto mercoledì sera, poco dopo le 19, nell’appartamento al terzo piano di un quartiere residenziale alle porte del paese. Lì vivono Giulia, Alessio la mamma Ketty e il papà Tiziano, impiegato di banca. Sono tutti in casa, i due fratellini in salotto e i genitori al piano superiore. La bimba di quattro anni sta giocando, ballando una danza spensierata, travolgente, magnifica per ogni genitore che resta ammaliato dalle movenze disincantate del proprio figlio. Perché i Tabacchi sono una famiglia unita, solida, addirittura fin troppo premurosa verso i due bambini. Eppure in un secondo l’incubo ha inizio.

Le prime ricostruzioni, effettuate dai carabinieri della Tenenza di Castelfranco, raccontano della pesante mensola di marmo che si stacca dal camino. Forse Giulia, sempre per quella meravigliosa incoscienza tipica dei piccoli, si stava aggrappando, ma saranno gli accertamenti della procura a doverlo stabilire con certezza. Il marmo la travolge e la schiaccia all’altezza del collo. Il “tonfo” è fortissimo, lo sentono tutti nella palazzina come del resto odono il pianto del fratellino. Poi il silenzio. La mamma si precipita in salotto, seguita dal papà. Giulia è stesa a terra, è esanime. Il padre prova a sollevare il marmo, ma è troppo pesante anche per un uomo disperato, che cerca dentro di sé quella forza sovrumana che magari non pensa neppure di avere.

Scattono le chiamate di soccorso. In via Boldrini arrivano in tutta fretta due ambulanze del 118 e l’automedica. Per oltre mezz’ora i sanitari cercano di rianimare la piccola, ma è tutto inutile. La bambina è morta. Morta in casa mentre giocava, a pochi passi dai genitori. L’incubo di ogni papà e mamma si materializza. Osservano impotenti lo straziante iter del recupero della salma e del sopralluogo dei carabinieri. Intanto tutto il quartiere scende in strada per capire cosa sia accaduto e per piangere una bambina “meravigliosa”, bellissima, con un viso solare e sorridente, con i suoi capelli biondi che ogni tanto venivano raccolti nelle treccine. Una comunità ancora viva, quella della Cavazzona, che ora avrà un compito arduo, che solo un paese in cui ci si conosce tutti potrà assolvere: non far sentire sola una famiglia straziata, vulnerabile nonostante l’amore che li lega, ma che ora dovrà fare i conti con i propri fantasmi e che mai potrà darsi una risposta: perché? Perché proprio Giulia?

Francesco Dondi

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