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«Caos delle coop non solo nelle carni»

«Caos delle coop non solo nelle carni»

«Gli stessi problemi anche per ceramiche e settore meccanico: cerchiamo soluzioni già dall’incontro di lunedì prossimo»

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«Anche nel settore ceramico e metalmeccanico si utilizzano cooperative per abbassare impropriamente il costo del lavoro, come avviene nella lavorazione carni». L’affermazione, certamente non priva di fondamento, è del sindacato Cisl Emilia Centrale.

«Il tavolo convocato dalla Provincia potrebbe perciò servire - dice il sindacato - oltre che a prendere coscienza di un fenomeno molto diffuso, a concordare un protocollo che vincoli istituzioni, sindacati e imprenditori al rispetto delle regole». L’intervento della Cisl Emilia Centrale segue polemiche, proteste e interrogazioni parlamentari sulla vicenda Castelfrigo e sul caos del settore lavorazione carni ma si pone anche un obiettivo preciso in vista dell'incontro convocato per lunedì prossimo dal presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli.

«Da anni contrastiamo le aziende di tutti i settori che appaltano lavorazioni a cooperative "di comodo", le quali hanno un costo per unità di manodopera inferiore spesso del 30-40% a quello dei propri dipendenti diretti - dichiara il segretario generale della Cisl Emilia Centrale, William Ballotta - Si utilizza la forma giuridica cooperativa per eludere i contratti nazionali di lavoro, corrispondere trattamenti economici spesso elusivi della norme della tassazione (trasferte, rimborsi a piè di lista) e pagare un numero di ore inferiore a quelle effettivamente lavorate». Ballotta sottolinea che le cooperative sono sempre più usate nelle filiere produttive delle imprese industriali: «Si è partiti con le pulizie, poi si è passati al magazzino e logistica, fino ad arrivare alla produzione vera e propria - dice il segretario - Quello che abbiamo visto alla Castelfrigo con la lavorazione della carne, avviene anche nelle linee di montaggio metalmeccaniche e nelle catene di produzione delle piastrelle ceramiche. L'esplosione di questo fenomeno impone oggi a tutti di assumere la responsabilità di trovare una soluzione. Fa bene, perciò, Muzzarelli a convocare le parti sociali». Per Ballotta, tuttavia, non si può prescindere dal riconoscimento di tutti i diritti ai lavoratori interessati, così come bisogna rispettare chi non intende aderire agli scioperi: «Su questo non possiamo, né vogliamo, tornare indietro di 40 anni». Il segretario Cisl auspica la collaborazione delle associazioni imprenditoriali, alle quali si chiede di svolgere un ruolo di educazione e dissuasione nei confronti dei propri associati. «Proponiamo un protocollo che obblighi all'applicazione corretta dei contratti nazionali, al rispetto della clausola sociale, alla regolarità e legalità. Noi sosteniamo che anche le imprese dovrebbero chiedere il Durc ai loro fornitori».

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