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Il nonno distrutto: «Marmo attaccato solo con lo sputo»

Il nonno distrutto: «Marmo attaccato solo con lo sputo»

Il dolore di Andrea Sola, il barbiere di Cavazzona: «Assurdo» Percorsi di protezione per i bambini della materna Pizzigoni

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CASTELFRANCO. I genitori di Giulia scelgono la strada del silenzio e come non comprenderli in un momento così difficile. Il loro primo ed unico pensiero è ora il figlio Alessio, l’ancora a cui cercheranno e dovranno aggrapparsi per ritrovare un barlume di serenità futura. Non vorrebbero neppure troppo clamore, ma ormai il drammatico incidente domestico è di dominio pubblico. E allora è il nonno Andrea Sola, il papà di Ketty, a prendersi la briga di dire qualche parola. Lui, unico barbiere di Cavazzona, un’istituzione per la borgata; lui che ha sempre vissuto in paese dove la figlia e il genero, originario di Piumazzo, avevano scelto di vivere anche per quel senso di protezione familiare e sociale necessaria a due genitori che lavorano.

«Non ci sono parole - ammette il nonno Andrea - L’ho visto quel marmo, era attaccato con lo sputo... Due punti di silicone... Quella lastra era sopra le altre, si vede che era attaccata male e non hanno pensato che un domani sarebbe potuta saltare via». Si riferisce a come la mensola di marmo fosse assicurata al resto del camino. Ha potuto vederla nelle ore successive all’incidente, quando era corso nell’appartamento di via Tabacchi per stringersi al resto della famiglia.

«Vi chiedo un po’ di tatto - si appella ai cronisti - Non ti aspetteresti mai una cosa del genere. Siamo una famiglia unita, chi ha dei figli sa bene che in ogni casa ci può essere un rischio... Giulia era una bambina allegra, vivace, magnifica. Vi prego di lasciarci in pace».

Eppure l’intera comunità di Cavazzona vorrebbe spendere una parola per provare a rincuorare i genitori di Giulia. C’è chi si lascia prendere dalla commozione mentre parla di “persone per bene, che hanno un’amore per i figli che va oltre ogni possibile immaginazione”.

E anche alla scuola materna “Pizzigoni” le quattro insegnanti sono chiamate ad un arduo compito: aiutare i compagni della piccola a superare il momento. A piccole dosi hanno iniziato a parlarne nelle due classi che accolgono alunni dai 3 ai 5 anni, raccontando di come Giulia non ci sia più. I bambini hanno ascoltato, qualcuno forse ha capito tutto, ma la loro spensieratezza sarà un’arma in più per andare oltre e non farsi travolgere dal dolore dei grandi. Intanto l’armadietto del piccolo angelo di Cavazzona è vuoto, c’è soltanto la sua foto davanti a cui le mamme si fermano per versare una lacrima, ma senza farsi vedere dai figli. Lacrime che sono le stesse delle maestre, strozzate dal singhiozzo. «Stiamo facendo di tutto - fanno sapere dalla scuola - per superare questo momento. Ci sono dei protocolli che stiamo applicando, dei percorsi che vogliamo seguire. Di sicuro non faremo mancare supporto e sostegno ai bambini. Dobbiamo dare loro un aiuto, anche a livello psicologico e la scuola farà il suo dovere».

«Quanto accaduto è un lutto che colpisce la comunità: la perdita di una vita umana, per di più così giovane, è un dramma davanti al quale altre parole sarebbero superflue», ha invece detto il sindaco di Castelfranco Emilia, Stefano Reggianini, nell’esprimere vicinanza alla famiglia Tabacchi. «Ci sono momenti in cui trovare parole giuste non è difficile, è praticamente impossibile - conclude il Sindaco Reggianini - a nome di tutta l’amministrazione comunale esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia». (fd)

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