«La cassa emetteva nel negozio musica tutelata»
FIORANO. Sulla vicenda di Fiorano si muove la Siae nazionale. È il presidente Gaetano Blandini da Roma a replicare e non fa un passo indietro: «Quello che vi è stato raccontato non è vero. Il signore...
FIORANO. Sulla vicenda di Fiorano si muove la Siae nazionale. È il presidente Gaetano Blandini da Roma a replicare e non fa un passo indietro: «Quello che vi è stato raccontato non è vero. Il signore nel suo locale aveva un cellulare collocato su una doc station (un amplificatore, ndr) che suonava musica tutelata da diritto d’autore». «La sede di Sassuolo ha un agente mandatario che si avvale di accertatori esterni, persone che non sono pagate in base alle sanzioni, ma per numero di controlli, qualunque sia l’esito. L’accertatore che è andato a Fiorano è una persona di specchiata serietà, un ex sottufficiale dei Carabinieri che ora collabora con noi. Non è certo uno che possa confondere una suoneria con una doc station che suona musica». Non è l’unico punto che Blandini contesta al parrucchiere di Fiorano: «Non pagava 170 euro di abbonamento annuale, ma 77,80 più Iva. Ha legittimamente deciso di non pagare più e legittimamente la Siae è andata a controllare. Se avesse pagato per la sua doc station, la cifra Iva inclusa sarebbe stata di 71 euro, 20 centesimi al giorno. La Siae – conclude il presidente – non è un agente delle tasse, lavora per l’industria della cultura che in Italia occupa 6 milioni di persone. Le opere dell’ingegno vanno pagate». (g.b.)
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