La dirigente in silenzio e tre maestre sono assenti
Pavullo. Dopo i 5 avvisi di garanzia, Tiziana Biondi si trincera: «No comment» All’asilo alcuni insegnanti non erano al lavoro. Genitori soddisfatti dalle indagini
PAVULLO. La notizia degli almeno cinque nuovi indagati alla scuola d’infanzia Mariele Ventre di Pavullo non ha sorpreso più di tanto una comunità che fin dall’arresto, il primo febbraio, della maestra Manuela Giacomozzi per presunti maltrattamenti si è chiesta se qualcun altro sapesse e abbia taciuto. In questo senso, sono considerati ovvie conseguenze gli avvisi di garanzia arrivati non solo alle insegnanti, non escludendo che sotto indagine possano esserci anche bidelle e la stessa dirigente didattica Tiziana Biondi. Interpellata in merito, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione né per confermare né per smentire. Da parte sua, la Procura ha fatto sapere che di fronte a un fatto così grave, l’ampliamento delle indagini era un atto dovuto per esaminare altre condotte e altri profili di responsabilità anche perché, in base a quanto riferito dai genitori, c’era il dubbio che qualcuno sapesse e non avesse denunciato o controllato. Il “peso” dei risvolti comunque sembra essersi fatto sentire ieri mattina anche direttamente sulla scuola, dove all’appello mancavano alcune maestre, si parla di tre su sei sezioni. Non si sa se quelle indagate o meno, né se la circostanza è dovuta a semplice coincidenza di malattia, fatto sta che i bimbi sono stati riuniti nel salone come si fa quando manca qualcuno. Tra i genitori che venivano a prendere i loro figli, il sentimento era altalenante tra soddisfazione e prudenza.
«Personalmente, mi auguravo che succedesse questo – ha detto Katia Tebaldi, rappresentante di classe della sezione N - e spero che le indagini approfondiscano sempre più il quadro. Per noi genitori è una cosa molto positiva, perché significa che qualcuno ci ascolta. Abbiamo molta fiducia nei carabinieri, che ci stanno davvero aiutando in questa situazione».
«Io sono solo una nonna – ha precisato Anna Gorgoglione – non so come stanno andando le indagini. Quello che posso dire è che mia nipote, che era seguita dalla Giacomozzi, mi ha detto che a lei non faceva niente perché si comportava bene».
«Devo cercare di essere tranquillo, perché ho bisogno di portare mio figlio qui» ha rimarcato Edmond Nerguti. «Sono quelli lì dentro (all’asilo, ndr) che devono mettere a posto le cose. Devono sapere loro chi prendono a lavorare». «Che ci fosse un ampliamento dell’indagine era prevedibile – ha osservato il sindaco Romano Canovi – anche se non mi aspettavo cinque persone. Probabilmente per gli inquirenti ci sono state persone che avevano visto e non avevano denunciato le situazioni. Chiaro che il quadro così si fa sempre più preoccupante, perché il danno sulla fiducia è fatto. Io ho cercato in questi giorni di recuperare il rapporto con i genitori, cosa non facile perché c’è molta preoccupazione, rabbia e disagio. Abbiamo appena completato un giro di incontri, ne faremo presto un altro, ma soprattutto dobbiamo interrogarci su cosa non ha funzionato nei controlli». Anche il dirigente scolastico provinciale incontrerà presto i rappresentanti dei genitori, si parla di un faccia a faccia subito a inizio marzo.
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