«La relazione antimafia? La diffonda il Prefetto»
FINALE. «La prefettura sta mantenendo alto il livello di attenzione sull’attività del Comune attraverso un assiduo monitoraggio sui settori più permeabili, per loro natura, alle infiltrazioni...
FINALE. «La prefettura sta mantenendo alto il livello di attenzione sull’attività del Comune attraverso un assiduo monitoraggio sui settori più permeabili, per loro natura, alle infiltrazioni criminali». Lo ha detto il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, rispondendo in commissione alla Camera ad un'interrogazione del deputato M5s Vittorio Ferraresi. Sugli atti tuttora secretati, ossia la relazione dei tre commissari prefettizi, sono già arrivate richieste di “presa visione”, ma sulla diffusione deciderà il Prefetto Michele Di Bari.
«Il ministero dell’Interno - rilancia Ferraresi - contrariamente a quanto fatto finora, vada a fondo nella vicenda e renda accessibile a tutti i cittadini la relazione svolta dalla commissione incaricata dalla Prefettura di verificare la situazione del Comune», che aveva rischiato lo scioglimento per la presunta assenza di barriere antimafia. Il ministero - ricorda Bubbico - “ha dichiarato concluso il procedimento nei confronti del Comune di Finale, ritenendo che gli elementi emersi non presentassero la necessaria congruenza rispetto ai requisiti di concretezza, univocità e rilevanza necessari allo scioglimento dell'ente locale. Il provvedimento è stato pubblicato sul sito di questa amministrazione. Poiché l’accesso ha evidenziato alcune criticità del contesto amministrativo”, continua il monitoraggio.
Sul commissariamento del Comune c’era stato, anche nei giorni scorsi, un acceso dibatitto tra Lega Nord e Pd. «Non commissariare un Comune su cui gravano pesanti sospetti di inquinamento di natura mafiosa equivale a far finta di niente per salvare la faccia e non perdere consensi», aveva detto Guido Guidesi, capogruppo della Commissione bilancio della Lega.
«Arrivare ad affermare che il ministro dell’Interno possa anteporre ragioni di opportunità elettorali a legalità e ordine pubblico sono per noi dichiarazioni così sopra le righe da essere semplicemente irricevibili», avevano risposto i parlamentari Pd Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari.
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