Modena, carte contactless: occhio ai rischi
Polizia postale: «Con periferiche attive o Bluetooh i dati possono essere carpiti»
MODENA. Carte di credito contactless, le più recenti, quelle che non hanno bisogno di essere inserire all’interno del macchinario ma carte che consentono di effettuare i pagamenti semplicemente avvicinandole e appoggiandole sopra il lettore del terminale Pos per pagamenti. Il terminale è attrezzato per leggere i dati della carta e in breve, molto più rapidamente rispetto al metodo tradizionale, la transazione di denaro è effettuata.
Queste carte sono sicure? Se io mi avvicinassi con un Pos oppure con uno smartphone che ha installata una app apposita per la captazione dei dati ad una persona con questo tipo di carta, riuscirei a “ carpire” i dati e a truffarlo, ad effettuare compere virtualmente con la carta appena “rubata”? In una trasmissione televisiva ci hanno provato e l’esperimento è andato a buon fine, ma solo perché la vittima aveva tenuto la carta di credito non nel portafoglio, ma collocata “nuda” nella tasca posteriore dei pantaloni: sulla metro il contatto è stato facile e così i dati sono stati trasferiti. Se fosse stata ad esempio nel portafoglio non ci sarebbe stata trasmissione di dati.
«Ma è davvero un caso limite - spiega il comandante della polizia postale modenese Marco Ferrari - intanto voglio rassicurare che sinora nessun caso di truffa da carta di credito contactless ci è stata segnalata, mentre al contrario continuano quelle classiche, cioè quelle derivanti da clonazioni. In ogni caso vorrei invitare i cittadini ad usare la massima prudenza: più che da contatto, le cui circostanze sono piuttosto difficili da creare, le truffe possono essere perpetrate se sul proprio smartphone vi sono i dati attivi della carta di credito. Se si usa cioè il telefono per pagare. Certo, è una grande cpomodità, ma si corrono dei pericoli. È opportuno chiudere tutte le periferiche, le applicazioni e il Bluetooth. Con le stesse applicazioni o con un semplice Bluetooth un malintenzionato potrebbe collegarsi e prendere i dati».
In ogni caso, fanno sapere gli esperti, non è poi così semplice fare shopping con i dati rubati: intanto ilo malintenzionato non viene in possesso del codice di sicurezza (il CVV) della carta. E in certi pagamenti viene richiesto. Le transazioni da contactless attivano un codice di autorizzazione che è unico per quella sola transazione e che vale una volta sola. È lo stesso principio della “chiavetta” che genera combinazioni numeriche, delle password si sei, sette numeri, in alcune home banking utili per fare trasferimenti di denaro. (s.to)
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