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Modena, più ricoveri in ospedale per smog e polveri sottili

di Martina Stocco
Modena, più ricoveri in ospedale per smog e polveri sottili

Le persone affette da malattie polmonari risentono dei picchi di inquinamento aumentano le visite dai medici generici e il ricorso alle strutture sanitarie

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MODENA. Fumo di sigaretta e inquinamento dell'aria. Ecco le principali cause delle malattie dell'apparato respiratorio. E soprattutto lo smog, dovuto all’aria stagnante densa di polveri sottili . è all’origine dei picchi di ricoveri di persone affette da patologie respiratorie registrati negli ospedali modenesi. È uno dei dati più inquietanti emersi ieri a margine dell’annuale meeting internazionali sull’asma e sulla broncopatia cronico ostruttiva che solo a Modena coinvolge qualcosa come 30 mila di cui almeno 10mila (i più gravi e minori 60 anni) affetti da importanti malattie croniche concomitanti

Gli esperti si sono dati appuntamento presso il centro didattico della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L’obiettivo è discutere cause e possibili rimedi contro le malattie con limitazione cronica al flusso aereo. Se il fumo di sigaretta può provocare una patologia, picchi di inquinamento atmosferico possono causare l'acutizzazione dei sintomi. «Se non è chiara la correlazione fra sviluppo della malattia e inquinamento dell'aria - ha spiegato Leonardo Fabbri, responsabile dell'unità operativa di malattie metaboliche del Nuovo Ospedale di Baggiovara è evidente il rapporto fra picchi di inquinamento e acuzie. Quando c'è l'aria molto inquinata, come nelle ultime settimane, ci sono più visite dai medici di medicina generale e più ricoveri in pronto soccorso».

Quando i livelli di polveri sottili aumentano, si ricorre dunque di più al medico?

«Si - ha precisato Fabbri - ma non solo per le patologie respiratorie, ma anche per quelle cardiache. A livello epidemiologico c'è un contributo da parte dell'inquinamento sullo sviluppo delle malattie polmonari croniche».

Quali sono le persone maggiormente colpite?

«Il paziente “tipo” - ha risposto Pietro Roversi, direttore della struttura ad hoc del Policlinico - è l'anziano fumatore. Il fumo di sigaretta è una delle principali cause per lo sviluppo di queste problematiche, soprattutto per quello che riguarda la broncopatia cronica. Ci sono anche altre cause esterne, come l'inquinamento per l'aggravamento delle condizioni e l'esposizione in certi ambienti professionali».

Quante persone hanno difficoltà respiratorie?

«I numeri sono importanti - ha specificato Roversi - a Modena come in tutti i Paesi industrializzati. È difficile dare stime precise perché la Bpco può essere anche lieve, in fase iniziale. In età avanzata aumentano le patologie associate alla broncopneumopatia».

Si può parlare di un aumento nazionale dell'incidenza di problemi respiratori?

«Un aumento globale - ha risposto Fabbri - sembra che non ci sia stato; più che altro si tratta di una maggior coscienza e conoscenza della malattia. C'è tuttavia un accrescimento della mortalità dalla quarta alla seconda posizione dovuta alle patologie in esame, in particolare riferibile alla Bpco».

Quali rimedi?

«La prevenzione è sempre la prima regola. Smettere di fumare ed evitare cause esterne è un altro consiglio. Poi ci sono farmaci, come gli inalatori o i broncodilatatori, che hanno pochi effetti collaterali e riducono sintomi e riacutizzazioni».

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