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«Rovinate le esportazioni delle nostre pere»

«Rovinate le esportazioni delle nostre pere»

L’allarme di Confagricoltura: «Effetti tremendi dell’embargo russo e di quello che accade in Libia»

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L'embargo russo e il caos che c’è in Libia «stanno rovinando il comparto delle nostre pere, un settore fondamentale dell'agricoltura dell'Emilia Romagna».

L'allarme, durante un convegno a Bologna, è stato lanciato dal presidente di Confagricoltura Modena, Eugenia Bergamaschi, che si è soffermata in particolare sulle conseguenze negative per il settore delle pere, di cui «l'80 per cento della produzione nazionale, e il 90 per cento mondiale nella varietà Abate, si concentra nelle province di Modena, Bologna e Ferrara». Nel suo intervento, Eugenia Bergamaschi ha citato il caso di «una grossa cooperativa modenese, che dopo aver impiegato ben cinque anni per entrare nel mercato russo, ha visto vanificati i suoi sforzi in appena quindici giorni».

Il problema, però, non è dato solo dalle mancate esportazioni in Russia, ma anche dal fatto che «non è facile ricollocare altrove le pere che prima esportavamo là. Questo perché in Russia si privilegia la pezzatura grossa, mentre molti altri Paesi preferiscono quella piccola». Infine, tra la sorpresa dei presenti, il presidente modenese di Confagricoltura ha rivelato che «un altro mercato molto importante, ma ormai chiuso per ovvie ragioni, è quello libico, che assorbiva circa il 10 per cento dell'export delle nostre pere».

Infine Eugenia Bergamaschi ha segnalato anche i gravi problemi del comparto della carne, in cui, ha affermato, «sarà molto difficile recuperare le quote di mercato perse, perchè l'embargo ha permesso ai macelli brasiliani, che prima venivano tenuti fuori per mancanza dei requisiti igienico-sanitari, di penetrare in Russia».

Sul tema dell’embargo russo nello stesso convegno bolognese è intervenuto anche Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Emilia: «Per l'embargo russo, che nel settore manifatturiero ha prodotto un crollo del 25% dei fatturati tra il 2014 e il 2015, con la previsione di un ulteriore calo del 15% nel 2016, l'Unione europea dovrebbe istituire un fondo per il sostentamento delle piccole e medie imprese», ha affermato Gorzanelli. «I dati attuali per le piccole e medie imprese - ha aggiunto il presidente - sono preoccupanti, e le prospettive non sono buone».

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