Cellulare suona con una canzone in negozio: scatta la multa A Fiorano è scontro Siae-barbiere
Fiorano. Ispettore multa il parrucchiere di via Veneto per lo squillo di un telefono Giuseppe Laiso: «Sanzione assurda». La società autori: «C’era un amplificatore»
FIORANO. Multato per la suoneria di un telefono cellulare che si è attivata nel suo negozio di parrucchiere proprio alla presenza dell’ispettore Siae. È l’incredibile racconto di Giuseppe Laiso, che ha la sua attività in via Vittorio Veneto, pieno centro di Fiorano.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13027947:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/02/26/news/la-cassa-emetteva-nel-negozio-musica-tutelata-1.13027947]]
La Siae, Società italiana autori e editori, però non ci sta e dichiara che le cose non stanno così: «Il cellulare era collegato ad una doc station (un amplificatore, ndr). I fatti raccontati da Laiso hanno fatto il giro d’Italia e sono arrivati alle cronache nazionali come esempio di eccessi di zelo che finiscono per penalizzare le categorie di artigiani e commercianti. Ecco come si sarebbero svolte le cose secondo il titolare del negozio di barbiere, nel quale opera insieme alla moglie e a un’assistente: «Per tanti anni ho pagato un abbonamento alla Siae da circa 170 euro per la diffusione della musica in negozio, tramite un impianto stereo con cd e radio. Nel 2014 ho deciso che tanto la musica non serviva, perché tra le chiacchiere e il phon non si sente quasi mai e perciò ho deciso di risparmiare questi soldi. Ho smontato l’impianto e non ho più suonato».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13019284:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/02/25/news/fiorano-canzone-come-suoneria-in-un-locale-pubblico-scatta-la-multa-1.13019284]]
L’altra mattina la sorpresa: «Si è presentato in negozio un ispettore della Siae. Aveva modi bruschi e sbrigativi. Gli ho fatto vedere l’impianto smontato e spiegato che la musica in negozio non c’era più. Ma mentre parlavamo è suonato il cellulare della mia collaboratrice; una canzone che non ho idea di chi fosse, lei è musulmana, magari era qualcosa del suo paese di origine. L’ispettore però ha detto che era musica diffusa in un locale pubblico e ha steso un verbale».
«Non intendo pagare nulla, la cosa è in mano alla Lapam, l’associazione che ci segue come artigiani – spiega il parrucchiere – e trovo che quello che è successo sia incredibile. Sinceramente sono da 58 anni in via Vittorio Veneto a Fiorano e me ne sono capitate tante. Nel 1977 mi hanno perfino arrestato perchè lavoravo fuori dall’orario autorizzato. Ma anche questa è veramente assurda.
Per tutto il giorno ho ricevuto la solidarietà di colleghi e clienti». Non è quantificata una cifra da pagare, spetterà alla Siae di Sassuolo, da cui dipende anche la zona di Fiorano determinare l’importo, invitando il parrucchiere presso i suoi uffici per regolarizzare la sua posizione. Anche la Lapam di Fiorano si dice stupita dell’accaduto: «Riteniamo che tutto il malinteso sia destinato a sgonfiarsi soprattutto dopo il rilievo mediatico che ha avuto la vicenda. Nel verbale l’ispettore ha indicato la presenza di supporti multimediali per la diffusione di musica (quali cellulari, tablet, pc) nella quantità di uno, vale a dire il cellulare della collaboratrice. Sarebbe bene che si tornasse sui propri passi, non dando seguito al provvedimento». La suoneria dei cellulari è esente da pagamento del diritto d’autore, perché già riscosso alla fonte, sia che si tratti di quelle disponibili nell’apparecchio, sia di canzoni scaricate, si presume, da fonti autorizzate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
