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Villa Fiorita, cessa l’allarme formaldeide

di Gabriele Bassanetti
Villa Fiorita, cessa l’allarme formaldeide

Distretto Sanitario: i dipendenti rientreranno a marzo dopo lo spostamento per il pericolo dovuto alla sostanza chimica

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Tornano in sede i servizi di Villa Fiorita che erano stati trasferiti a causa della presenza di formaldeide in quantità ritenute nocive. Dopo il temporaneo spostamento avvenuto nel corso del 2015 dei servizi all’utenza presenti al primo piano della sede del distretto di Sassuolo in via Cairoli, l'ex Villa Fiorita appunto, sono proseguiti gli interventi di ventilazione forzata nel periodo estivo e il monitoraggio periodico delle concentrazioni di formaldeide; adesso l’Ausl di Modena ha completato tutte le fasi necessarie per la valutazione sulla fruibilità dello stabile per lo svolgimento delle attività sanitarie, acquisendo anche il parere del Dipartimento di sanità pubblica. «Le concentrazioni di formaldeide rilevate nei molteplici campionamenti eseguiti nel mese di novembre – spiega l'azienda - risultano ampiamente inferiori al livello di esposizione al di sotto del quale non si registrano effetti avversi per la salute».

Il parere tecnico espresso Dipartimento di sanità pubblica, che si è avvalso anche del contributo dell’Arpa per le determinazioni analitiche, «ha documentato quindi la conformità dell’edificio alle norme generali in materia di sicurezza e salute, fatte salve alcune indicazioni di miglioramento relative al piano seminterrato, che non sono tuttavia riferite alla presenza di formaldeide, ma ad altri elementi che possono negativamente influire sul benessere lavorativo».

Il rientro a Villa Fiorita sarà progressivo e dovrebbe cominciare in marzo. Rientreranno tutti i servizi che si trovavano in sede prima, compreso lo screening per i tumori femminili che, trasferito a Maranello, fece scalpore e provocò molte proteste in consiglio comunale. Non torneranno invece a Villa Fiorita il Saub, che per motivi logistici e di comodità rimarrà insieme al Cup presso l'ospedale di Sassuolo, e il servizio di neuropsichiatria che resterà in una collocazione ritenuta migliore. I motivi comunque sono pratici e non riconducibili ai problemi della sede. Verrà disposto anche un diverso utilizzo degli spazi presenti nel piano seminterrato, secondo le indicazioni fornite all'Ausl. La decisione è stata comunicata ieri anche ai dipendenti riuniti in assemblea: fatte salve le necessarie rassicurazioni che verranno fornite per dimostrare che non c'è più rischio per la salute di chi rientrerà nell'ex clinica privata, hanno accettato la decisione dell'azienda sanitaria. La vicenda risale a marzo del 2015, quando filtrò la notizia di malesseri e bruciori alle vie respiratorie e agli occhi per i dipendenti del distretto sanitario che operavano a Villa Fiorita, da poco ristrutturata. Risultò che il problema era dovuto alla concentrazione di formaldeide presente nella struttura fin dai lavori di risistemazione. Si svilupparono accese polemiche a tutti i livelli, da quello sindacale a quello politico, che si trascinarono per mesi.

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