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Agroalimentare: la leadership dell'Italia e di Modena

Una acetaia per la produzione dell'aceto balsamico tradizionale di Modena
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Una acetaia per la produzione dell'aceto balsamico tradizionale di Modena

L’Italia è il primo Paese nel mondo per prodotti Dop e Igp e, tra le province italiane, Modena è seconda solo dopo Parma 

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MODENA. L’Italia è il primo Paese nel mondo per prodotti Dop e Igp: oltre ottocento tra cibi e vini su poco meno di tremila in Europa. E Modena detiene il secondo posto dopo Parma. Un primato fotografato dal Rapporto Qualivita dal quale emerge anche che i cinque Paesi del Mediterraneo detengono il 72 per cento di tutti i prodotti tutelati. Il che comporta anche esigenze di protezioni diverse rispetto a quelle dei Paesi del Nord e dell’Est Europa.

Se ne parla - insieme alla cronaca dell’incontro a Roma fra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean Claude Junker - a RegionEuropa, il settimanale della Tgr curato da Dario Carella, in onda domenica 28 febbraio su Rai3 alle 11.30 a mezzogiorno ed in diretta live streaming sul web ai siti www.rainews.it/TGR e www.regioneuropa.rai.it.

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Tra i dati più significativi della leadership italiana nell’agroalimentare - spiega il servizio di Antonio Silvestri - c’è il netto primato della provincia di Parma, seguita da Modena e Mantova, ma tra le prime ci sono anche, ed è una novità, due province del mezzogiorno: Salerno e Caserta. Per questo, secondo il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, è indispensabile il sostegno ai Consorzi di Tutela più piccoli, soprattutto al Sud, mentre per l’europarlamentare Paolo De Castro, già presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, i bandi gestiti direttamente da Bruxelles per la promozione dei prodotti rivolti ai Consorzi possono essere gestiti anche da soggetti pubblici.

Importante, però, è la garanzia verso i consumatori, come nel caso della mozzarella di bufala campana Dop che ha presentato il Piano dei controlli. Il prodotto, sottolinea il Presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, va bene in consumo ed export ed è importante garantirlo, mentre il direttore Pier Maria Saccani parla di una possibile regolamentazione della produzione come già fatto da Parmigiano o Prosciutto di Parma.

In primo piano, inoltre, la decisione del Parlamento Europeo di rinviare in seconda lettura l’approvazione dell’importazione senza dazi dell’olio d’oliva dalla Tunisia: nonostante le proteste degli olivicoltori italiani, spiega il presidente della Commissione EuroMed Antonio Panzeri, è una misura necessaria al sostegno economico del paese magrebino, l’unico in cui le "primavere arabe" hanno lasciato un governo democratico.

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