Appalti: una “stazione unica” per Modena
L’auspicio del sindaco all’incontro con il senatore Esposito, relatore del Ddl sulla maxi-riforma
«Speriamo di arrivare presto a una stazione unica degli appalti per Modena, per ora abbiamo appaltato 35 milioni nel 2015 e 43 per il 2016, ciò è una bella notizia per le imprese del territorio che non dobbiamo favorire perché noi siamo per il libero mercato. Ma fornire le occasioni per lavorare bene».
Parole del sindaco di Modena e presidente della Provincia Giancarlo Muzzarelli ieri presente al convegno “Nuova legge di riforma del Codice degli appalti” insieme al senatore Stefano Esposito del Pd, vicepresidente della commissione Lavori pubblici del Senato, al senatore Pd Stefano Vaccari e al presidente di Lapam, il “padrone di casa”, Luigi Munari. «Abbiamo appena approvato - continua Muzzarelli - il bilancio del Comune e speriamo nell'estate di approvare quello della Provincia, ora procediamo con il Codice degli appalti che certo è uno strumento fondamentale per lo sviluppo del territorio in nome della legalità. E una grande sfida e le piccole-medie imprese sono centrali nel quadro modenese».
Il senatore Esposito ha ricordato cosa si sta facendo (e non facendo) a Roma su questo fronte: «I lavori pubblici sono un settore che speriamo torni a rappresentare un motivo di sviluppo per l'Italia perché ciò ridarrebbe fiato alle imprese e all'Italia intera. Certo in Italia abbiamo troppe stazioni appaltanti: non sappiamo neanche quante, dalle 15mila alle 38mila. Attualmente nel percorso parlamentare della legge siamo arrivati a quota 1200, un bel risparmio, ma sono ancora tante, mentre lavoriamo per snellire la burocrazia a carico delle pmi».
Infine il presidente Munari: «La riforma presenta senz'altro una volontà di semplificazione burocratica che ci danneggia e servono norme certe e trasparenti per fare lavorare le imprese. Ragioniamo su quanto serve al territorio e alle pmi, serve chiarezza».
La nuova legge delega relativa agli appalti pubblici e contratti di concessione per l'esecuzione di opere è stata approvata lo scorso 14 gennaio e dopo l'uscita dei relativi regolarmente sostituirà il Codice degli appalti vigente. Ossia il documento che articola la gestione dei lavori pubblici.Tra le novità, gli ampi poteri di regolazione e vigilanza all'Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone, i premi alle imprese che realizzano i lavori secondo tempi e costi previsti e penalizzazioni per chi invece non si attiene, l'introduzione per la prima volta di un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, l'eliminazione del massimo ribasso. Ieri sera Esposito, relatore della legge, Muzzarelli, Vaccari, Munari, il segretario generale Lapam Roberto Ferrari e un largo numero di imprenditori hanno discusso della normativa.
Stefano Luppi
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