«Il dolore può essere vinto con l’unione»
Don Stefano: «Rassegnazione e parole vuote non servono, occorre stare vicini alla famiglia di Giulia»
CASTELFRANCO. Don Stefano Maria Savoia ha introdotto alla vita cristiana Giulia, è stato lui a battezzarla. Oggi avrà il gravoso compito di officiarne i funerali.
Già giovedì sera l’intera comunità della Cavazzona si è ritrovata nella chiesa parrocchiale per recitare un rosario in memoria della piccola Giulia ed è stata anche l’occasione per don Stefano di parlare con i genitori e con i suoi fedeli: «C’erano tantissime persone e ciò è un bene. Ma in questo momento - specifica il sacerdote - non servono le parole. Quello che conta veramente è essere presenti. Tutta la comunità ha subito un lutto gravissimo, una ferita profonda e lacerante che colpisce ogni componente della nostra frazione, che è come una piccola famiglia. Anche io sono ferito per questo tragico evento. Il dolore è immenso, perché non è soltanto morta una bambina di soli quattro anni, ma è venuta meno una parte di quella famiglia di cui parlavo in precedenza».
Ma don Stefano è chiaro su un punto specifico: «Non serve la rassegnazione quando si vivono lutti del genere. È un evento terribile che la vita ha posto davanti al percorso della famiglia di Giulia, ma è necessario allontanare il dolore. Quello che ci attende non deve essere un percorso di buio, ma di luce: perché il dolore annebbia la vista e, invece, soprattutto in momenti come questi, è l’amore, unica ancora di salvezza. Lo stesso amore di cui è stato maestro Nostro Signore. Solo così si può trovare conforto. Così e con il pensiero che Giulia sia già avvolta in cielo dall’abbraccio del Signore».
Il pensiero e le parole di don Stefano sono sempre rivolte al bene dei genitori di Giulia: «Serve un rispetto enorme per loro e guai a voler entrare con prepotenza nelle loro vite». (gib)
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