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L’ospedale è già il cuore della campagna elettorale

di Daniele Montanari
L’ospedale è già il cuore della campagna elettorale

Pavullo. Polemiche in Consiglio alla presenza di quattro candidati sindaco Timori per il futuro. Biolchini: «Azioni comuni». Iseppi: «Gestire il cambiamento»

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PAVULLO. Torna a scaldare gli animi l'ospedale di Pavullo, al centro del Consiglio di giovedì svoltosi di fronte a un insolito pubblico e la presenza, tra l'altro, di quattro candidati sindaco (tra ufficiali e non) su cinque. Fulcro del contendere, la mozione presentata tra l'opposizione da Davide Venturelli per chiedere un impegno a cambiare la classificazione del Pal 2011 da ospedale “di prossimità” a ospedale “d'area”, e a garantire la permanenza dei servizi. «L'ospedale ha una fondamentale valenza per il territorio - ha osservato - ma stiamo assistendo a un progressivo impoverimento che già porta a problemi di personale e mette a rischio anche la sopravvivenza del punto nascita e dello stesso reparto di Ostetricia e Ginecologia. E se dovesse chiudere, sarebbe sicuramente un fattore di spopolamento». Su questa linea anche Giovanni Bernardoni (Pavullo e Futuro), così come è stato molto critico Fausto Gianelli (Unione a Sinistra): «Pavullo aveva un'eccellenza che era il reparto di Ostetricia-Ginecologia - ha rimarcato - ma a poco a poco è stato smantellato e ora ha un primario a scavalco che se ne occupa dopo altre due strutture. Gli operatori, per mantenere la clinical competence necessaria, hanno chiesto di poter prestare servizio anche a Sassuolo, ma è stato loro negato. Qui ci si avvia a trasformare tutto in un grande poliambulatorio». Luciano Biolchini invece (candidato sindaco FI, Fdi-An e Lega) ha invitato ad avere un atteggiamento diverso: «Non facciamo campagna elettorale sull'ospedale - ha detto - perché è troppo importante. Vi ricordo lo spirito del 2011, quando Nino Fraulini accettò di fare un documento comune con il capogruppo di maggioranza Leo Lo Russo e grazie al voto all'unanimità riuscimmo a ottenere l'emendamento al Pal che ne riconosceva la funzione strategica per la montagna. Ora, con la nuova programmazione, si riapre una finestra: possiamo avere molto, se lo chiediamo insieme. Io garantisco che, qualunque sarà il mio ruolo, lavorerò per fare fronte comune». Parole condivise da Lo Russo, che ha ricordato: «Se il punto nascita si salva, è per il rapporto con Sassuolo». «Non si può strumentalizzare un tema delicato come la sanità - ha puntualizzato Stefano Iseppi, candidato sindaco Pd - i pavullesi non meritano una politica vuota, tutta incentrata sulla ricerca della visibilità personale e sull'utilizzo delle paure dei cittadini». Ha quindi ricordato che la denominazione “d'area” o “di prossimità” non esisterà più nel piano assistenziale che si sta elaborando. «Non possiamo stare fermi con lo sguardo al passato - ha sottolineato - dobbiamo costruire il futuro sapendo che ci sarà un cambiamento da gestire e indirizzare. Ci siamo sempre battuti per la tutela della struttura, come dimostrano gli investimenti fatti. E sappiamo che serve un potenziamento del Pronto soccorso, il mantenimento di un punto nascita sicuro e la promozione di eccellenze». Di qui l'annuncio che il 22 marzo sarà a Pavullo l'assessore regionale alla salute Sergio Venturi per parlarne. La mozione è stata quindi respinta a maggioranza, con 7 contrari e 4 favorevoli.

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