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Castelfranco. In centinaia per l’ultimo abbraccio alla piccola Giulia

Castelfranco. In centinaia per l’ultimo abbraccio alla piccola Giulia

Nella chiesa della Cavazzona il saluto della comunità  alla bimba di 4 anni travolta dalla lastra di marmo del camino

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CASTELFRANCO. Non resta altro che dolore e silenzio nel quartiere residenziale di via Boldrini, alla Cavazzona.

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È qui che, in pochi istanti, mercoledì attorno alle 19, una assurda fatalità ha ucciso Giulia Tabacchi a soli 4 anni. La bambina stava giocando e danzando, quando una lastra di marmo pesantissima si è staccata dal caminetto di casa, investendola.

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I funerali della piccola si si sono svolti  nella chiesa parrocchiale della Cavazzona. Ad officiarli sarà il sacerdote del paese, don Stefano Maria Savoia, lo stesso che battezzò Giulia. Don Stefano ha avuto un compito immenso: confortare con le parole il dolore della famiglia Tabacchi, un sentimento che, come spesso capita nelle piccole comunità, si allarga e coinvolge l’intero paese. E proprio l'intero paese si è stretto alla famiglia Tabacchi in occasione delle esequie.

Inevitabile che alla Cavazzona non ci sia voglia di parlare, è un silenzio mirato a custodire e difendere la costernazione che deriva da una simile tragedia, cui è pressoché impossibile dare una spiegazione.

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Via Boldrini ieri era deserta, ma qualcuno ha attaccato dei palloncini colorati in memoria di Giulia. La famiglia Tabacchi ha chiesto cortesemente ai cronisti il rispetto di quel dolore.

Solo il nonno di Giulia, Andrea Sola, aveva parlato all’indomani della morte della nipote, puntando il dito contro quella maledetta mensola di marmo «attaccata con lo sputo», come aveva detto.

Ma quel camino e quella mensola non è chiaro da chi fossero state installate, di certo non dai costruttori del quartiere residenziale di forma quadrata, che si trova a due passi dalla via Emilia. Perché quelle palazzine, tutte identiche, sono state consegnate dai costruttori ai compratori prive di camino.

Si parla ormai di 13 anni fa, quando c’era solo la predisposizione per il camino .

In quegli anni, peraltro, chi vendeva e assemblava camini non aveva bisogno di nessuna certificazione, mentre oggi lavori del genere, se vengono effettuati secondo le norme vigenti, non solo necessitano di licenze adeguate, ma anche la compilazione di un registro comunale.

Tornando alle palazzine di via Boldrini, alcuni inquilini dopo l’acquisto hanno aggiunto il camino, altri no, ma chi ha scelto di farlo si è rivolto ad un artigiano o a un muratore di fiducia, tanto che in diversi non ricordano più chi abbia svolto i lavori. Ma forse non è nemmeno la ricerca e l’individuazione di un presunto colpevole quello che desiderano papà Tiziano e mamma Ketty, genitori modello come riferisce chiunque li conoscesse. Perchè la morte di Giulia è comunque impossibile da accettare, tanto che sarà necessario un supporto psicologico per i famigliari coinvolti. Oggi, a tentare di confortare la comunità della Cavazzona e ad attutirne lo strazio, dovrà essere la fede. Addio piccolo angelo.

Giovanni Balugani

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