Gazzetta di Modena

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Sequestrati e minacciati con i coltelli

di Stefano Totaro
Sequestrati e minacciati con i coltelli

Tre banditi con lame lunghe 30 centimetri cercavano la cassaforte: hanno fatto sdraiare farmacista e due clienti per terra

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«Avevo appena aperto e nella farmacia con me c’erano due clienti quando hanno fatto irruzione tre energumeni con il passamontagna e soprattutto con i coltelli . Ci hanno spinto verso lo sgabuzzino puntando il coltello da cucina che avrà avuto una lama di trenta centimetri. Mentre ci spingevano dicevano “state fermi, sdraiatevi per terra”. Poi chiedevano dove fosse la cassaforte ma qui la cassaforte non c’è. Gli unici soldi presenti erano quelli che si trovavo all’interno della cassa, il fondocassa, poca roba. E poi non avendo trovato null’altro se ne sono andati. Ci avevano spinto sul retro della farmacia e fatto sdraiare a terra ma non eravamo rinchiusi, perché non c’è la porta, è un vano attiguo ai locali principali».

Attimi di paura ieri mattina alle 8.30 circa alla farmacia che si trova in via Cesare Costa, nella zona vicino ai palazzi Cialdini . Tre banditi, descritti dalla farmacista Tania Roncaglia e dai due clienti che hanno condiviso con lei la brutta esperienza, come tre giovani energumeni, robusti, e palestrati, hanno fatto irruzione puntando due coltellacci da cucina e “sistemato” in modo deciso i presenti. Spintonati e sequestrati, costretti a sdraiarsi per terra sotto la minaccia di due coltellacci.

«Mi hanno spinto contro un altro signore - ha raccontato uno dei due clienti all’interno della farmacia - e avevano il coltello in mano, mi hanno fatto metter in un angolo sotto la minaccia del coltello. Uno aveva un manico arancione e l’altro coltello era quello che si usa per disossare gli animali, tipico da macelleria. I tre? Sembravano italiani, da quelle poche parole che han detto. “State fermi... dov’è la cassaforte?” dicevano. Avevano il passamontagna, erano atletici e alti. Io poi cercavo anche di non guardarli, per non farli arrabbiare. Ero a terra dentro nello sgabuzzino».

Secondo la farmacista, che ha spiegato come i tre indossassero il passamontagna e avessero solo gli occhi visibili dall’esterno, i malviventi «parlavano italiano ma avevano un accento straniero, forse nordafricano». I banditi, dopo aver racimolato il fondocassa, circa trecento euro, si sono allontanati a piedi, correndo verso i palazzoni che ospitano gli uffici comunali. Dopo pochi istanti è arrivata sul posto una Volante mentre l’allarme era stato lanciato a tutte le forze dell’ordine. I rapinatori sono stati filmati dalle telecamere dell’impianto di sicurezza e videosorveglianza di cui si è dotato la farmacia. Sul posto inoltre ha effettuato un accurato sopralluogo la polizia scientifica: i banditi infatti non avevano utilizzato i guanti durante il colpo. Per Tania Roncaglia è la seconda rapina in poco meno di un anno. Era il periodo di Pasqua e un venerdì sera un bandito solitario era entrato all’orario di chiusura, puntando il cutter per poi prendere l’incasso. Ieri pomeriggio rapinata anche per la seconda volta la farmacia di Pozza: è probabile che si tratti degli stessi tre che hanno agito in via Costa.(servizio a pag. 22)

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