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Cittanova, cresce il disagio: «Sicurezza? Non abita qui»

di Gabriele Farina
Cittanova, cresce il disagio: «Sicurezza? Non abita qui»

Modena. I residenti tra l’amareggiato e il rassegnato: «Furti, decine di prostitute, degrado: non inventiamo nulla:, sindaco venga di sera a farsi una passeggiata con noi...»

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MODENA «Il sindaco ci rassicura? Venga a farsi una passeggiata nella nostra zona di notte». È la voce di un barista di Cittanova. Nella frazione in tanti, esercenti e abitanti, sono preoccupati per la sicurezza e infastiditi dal degrado. Qualcuno invoca le ronde, qualcun altro avverte: “Chi entra in casa nostra non esce più”. Luciano Turco, titolare dell’Happy Bar, lo scorso anno ha subito un furto. Un’auto ha sfondato la vetrata, gli incursori avevano nel mirino le slot machine.

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«È successo a ottobre - ricorda amareggiato - e c’è costato ventimila ero. Abbiamo messo le telecamere a circuito a chiuso, ma l’allarme c’era già. I ladri però se ne fregano e le guardie le pago io. Il sindaco si faccia una passeggiata di notte nella nostra zona. Vuole le tasse e basta? Non ce l’ho con lui, ma è un punto di riferimento». Non sembra andare meglio nelle case. «Abbiamo subito diversi furti - riprende Rosa Gammuto - da noi sono entrati almeno quattro o cinque volte. Quest’estate ci hanno tirato già tutte le protezioni che avevamo messo fuori. Le telecamere servono, ormai non ci sentiamo più sicuri: il nostro non è vivere».

IPOTESI PETIZIONE. Ad Albareto hanno lanciato una petizione: potrebbe servire? «Provar non nuoce - risponde la donna - non prenderei il porto d’armi per difendermi, ma viene la rabbia. Una volta sono entrati in casa da noi alle 16, rompendo il vetro. Eravamo appena usciti. Ci sono persone che non vanno al cimitero per paura di subire furti. Poi, anche se le forze dell’ordine li catturano, i ladri sono subito fuori…».

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C’è chi è pronto a difendersi in prima persona. «Quando rientro mi chiudo in casa - assicura Anna Rosa, residente da diciotto anni nella frazione - le inferriate non servono. Ormai non c’è niente per difendersi: entrano nelle banche, figurarsi nelle case. Ci vorrebbe più controllo. Vanno bene le ronde di quartiere, anche con le rivoltelle. Non me ne frega niente della legge. Mia figlia dorme con la mazza di baseball accanto. Dobbiamo poterci difendere in casa nostra».

LUCCIOLE E SIRINGHE I residenti segnalano anche altro. «Non possiamo più portare fuori i bambini la sera - denuncia Sigismondo Di Fonte - perché ci sono le prostitute. Nel parchetto si trovano pure siringhe: se i bimbi le toccano s’infettano». L’uomo è agguerrito. «Abito con tre pastori tedeschi - riconosce Sigismondo - e a casa nostra abbiamo messo una scritta: “Chi entra non esce più”. Il sindaco ha promesso tanto a Marzaglia durante l’assemblea di quartiere, ma non si vedono i risultati».

IL DEGRADO. Su sicurezza e degrado interviene Francesco Albanese. «Le prostitute si piazzano dietro ai cassonetti davanti alla scuola - spiega il residente - non lontano dalle case. La pattuglia della Polizia Municipale si trova davanti al circolo o alla chiesa a orari fissi. I furti si concentrano nel parcheggio del campo alla sera. Hanno spaccato tantissimi vetri di auto, soprattutto di atleti. Ci sono anche padroni che non raccolgono gli escrementi dei cani dai marciapiedi».

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FURTI IN CASA E SU AUTO. Come le auto, così i furgoni sono obiettivi dei malviventi. «Un mesetto fa hanno tentato di portarmi via un furgone - ammette Mohamed Abbar - prima di tre, quattro mesi fa non c’era questo casino. Abito a Cittanova da vent’anni e non era mai successo niente. Una soluzione? Non so cosa si possa fare».

I furti riguardano sia le case presenti sia quelle future. A finire nel mirino, infatti, anche un cantiere.

Lo rivela un lavoratore. Chiede di restare anonimo, spiegando che c’è una denuncia in atto. «Nella zona in generale ci sono stati furti - assicura la fonte - e sono entrati anche da noi, portando via una scrivania e alcune sedie». Nel clima d’insicurezza generale, un’oasi felice sembra rappresentata dalle scuole. «La situazione per i bambini è abbastanza sicura al mattino», garantisce Mattia Arletti, insegnante alle Giovanardi.

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