Gazzetta di Modena

Modena

Goliardi, una festa 60 anni dopo

di Saverio Cioce
Goliardi, una festa 60 anni dopo

Rinasce la tradizione universitaria modenese. Una sfilata in città e un evento con recite irriverenti

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Formidabili quegli anni. Quelli in cui essere studenti universitari ed essere goliardi era praticamente la stessa cosa. Nella Modena degli anni ’50 i capi dell’Ugi diventarono dopo la laurea capi d’azienda o dirigenti politici, esattamente come avvenne a livello nazionale.

Ma quando la generazione di personaggi mitici come il compianto Paolo Marenzi lasciò gli atenei si esaurì anche la spinta propulsiva della rivoluzione sorridente e irriverente dei giovani del dopoguerra.

Ma ora è arrivata l’ora della riscossa. Il prossimo 12 marzo, a sessant’anni esatti dall’ultima edizione, si terrà di nuovo la Festa della Matricola sotto la Ghirlandina. Protagonisti alcuni giovani universitari che si riallacciano all’eredità che sarà loro affidata dall’ultimo duca in carica, Mauro Mantovani, ferrarese trapiantato a Modena per gli studi e ora supermanager in una primaria azienda liquoristica.

«Mi sembrano bravi ragazzi - dice - Sono pieni di buona volontà ma devono farsi le ossa, almeno organizzativamente. E la Festa della Matricola sarà un’importante banco di prova. Io dopo dodici anni, con la laurea nel cassetto da un pezzo, non vedo l’ora di passare la mano».

Un appuntamento impegnativo, a cui l’ateneo ha concesso il suo patrocinio. Intanto hanno garantito l’arrivo le associazioni di goliardi da tutta Italia, persino dalla lontana Sicilia; più di 200 giovani con le loro tuniche e i colori d’appartenenza alle diverse facoltà sfileranno nelle strade cittadine per poi ritrovarsi in alcuni locali per cantare il “Gaudeamus” - inno che dal Medioevo è il vessillo degli studenti universitari in tutta Europa - e per assistere alla rappresentazione dell’Ifigonia in culide”, uno spettacolo in tre atti dove tra allusioni e doppi sensi le parolacce si sprecano. Un’omaggio alla “pornolalìa”, il linguaggio sboccacciato imperante nei talk show?

Macchè, anche questa è un’antica tradizione e risale al 1928. I testi del poemetto satirico, dopo accuratissime e dottissime ricerche iniziate già alla sua prima rappresentazione, sono la parodia in perfetta rima di una tragedia di Euripide, l’Ifigenia in Aulide.

«Lo ammetto, ci piacciono le burle - dice scherzoso il buon Mantovani, a cui non par vero di riverdire i fasti del tempo passato - Anche noi siamo stati degli spiritacci. Vi ricordate di quando con i manifestini tappezzammo il centro promettendo l’entrata gratis in piscina nella calda estate del 2004? Promettevamo a chiunque dimostrasse la residenza in città, con un documento, un abbonamento a dieci entrate. Potete immaginare quello che successe. Ma non siamo solo votati all’ironia; abbiamo coinvolto anche Guccini e Montezemolo nelle nostre iniziative. Ora abdicherò».

Il nome del nuovo duca ancora non è ufficiale anche se il trio d’attacco per la festa della matricola è composta da tre ventenni di belle speranze: Jacopo Govi, Elena Bonetti e Laura Pini.

Negli anni dopo il ’68 i giovani con il loro tipico cappello a punta, il “goliarda”, rimasero chiusi nelle loro feste danzanti, circondati dalla fama di ridanciani e fatui perditempo. Ora però i giovani hanno deciso di ripartire e hanno aperto il tesseramento. Il “Ducatus Mutinensis Ordo Sovranus”, ovvero l’ordine sovrano del ducato modenese, avrà davanti una scommessa. Resterà ancorato ai riti d’iniziazione, agli scherzi e alle vignette allusive, o riuscirà a dare una rinnovata spinta all’associazionismo universitario?

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