Gazzetta di Modena

Modena

Il papà di Giulia: «Coccolate i vostri figli»

di Serena Arbizzi
Il papà di Giulia: «Coccolate i vostri figli»

In 600 alla Cavazzona per l’addio alla bambina: pensieri e disegni dei compagni di scuola e l’appello di Tiziano Tabacchi

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CASTELFRANCO. «Giulia era una bambina speciale, molto intelligente, solare, vispa, molto attaccata a suo fratello Alessio, tanto che, quando scherzava, diceva che lo voleva sposare». Inizia così papà Tiziano Tabacchi, dal pulpito della chiesa parrocchiale Santa Clelia Barbieri di Cavazzona, nel ricordo profondo e colmo d’amore della sua piccola Giulia, strappata alla vita a soli 4 anni per un tragico incidente domestico in cui è stata travolta da una lastra di marmo. Oltre 600 persone hanno affollato la chiesa e il sagrato durante la funzione, celebrata da don Stefano Maria Savoia: tantissimi hanno voluto salutare la piccola bara bianca, ricoperta di tanti fiori, riservando a Giulia commossi applausi e abbracci per i familiari.

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Davanti alla chiesa sono stati posizionati alcuni cartelloni colorati disegnati dai compagni della bambina e dagli amichetti delle elementari, oltre a un foglio che parla del fondo cassa istituito dalle scuole Pizzigoni e don Bosco per la realizzazione di un progetto a nome di Giulia Tabacchi, per tenere sempre vivo il suo ricordo. Progetto supportato da tutta la comunità di Cavazzona. E sono state davvero toccanti le parole che, con la voce rotta dal pianto, ha pronunciato il papà di Giulia, Tiziano. «Le dicevo spesso: sei la mia tortellina - ha raccontato dal pulpito - una volta le ho confessato: stai diventando grande, come farò io? E lei mi ha risposto: papà, io sarò sempre la tua tortellina. Da grande lei voleva fare la pediatra perché era molto affezionata alla sua, Laura Saviano, e voleva curare tutta la sua famiglia. Stavamo già pianificando di toglierle le rotelline dalla bicicletta a primavera. Ma ora non sarà più possibile. Vorrei dare un consiglio a tutti i genitori dei bimbi piccoli: passiamo del tempo con i nostri figli e facciamo loro tante coccole… Io lavoro in banca e vorrei usare una metafora a tema: i nostri figli sono l’investimento più prezioso che abbiamo, ma come tutti gli investimenti devono essere basati su solidi valori».

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Sono seguiti tanti ringraziamenti: ai carabinieri, ai medici arrivati per tentare di soccorrere Giulia dopo la tragedia, agli psicologi del Policlinico, a Samuele, l’amichetto del cuore di Alessio che lo sta aiutando tanto. «Ma soprattutto voglio ringraziare Giulia, per tutti i momenti che ci ha fatto trascorrere», ha concluso il papà, tra applausi scroscianti e lacrime.

La commozione raggiunge l’apice quando parla la zia della piccola: “se fossi rimasta a parlare con te qualche minuto in più, forse saresti ancora con noi. Quattro anni sono troppo pochi: sappi che ci hai riempito la vita con le tue risate e i tuoi scherzetti. Ciao, “faccino pazzo”, come ti chiamava Alessio”. Anche i colleghi di Tiziano hanno voluto rivolgere un saluto alla famiglia, implorando il Signore di darle la forza per sopravvivere a questo immenso, inaccettabile dolore. La funzione è terminata sulle note di “Dedicato a te”, canzone delle Vibrazioni, in cui si invoca spesso il nome di Giulia, mentre amici e parenti si stringevano ai familiari.

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