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La coalizione anti-Ferioli tramonta prima di sorgere

di Francesco Dondi
La coalizione anti-Ferioli tramonta prima di sorgere

Finale. Iniziano le mosse elettorali: nel centrodestra Boetti si sfila e sale Borgatti Rifondazione Comunista solletica Sel. I 5 Stelle pensano al tecnico Andrea Pavani

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FINALE. La coalizione anti-Ferioli sembra tramontare ancora prima di aver visto la luce. La speranza che hanno diverse anime civiche finalesi non trova il consenso dei partiti, troppo diversi per pensare ad un gruppone che tenga unito tutto il panorama politico, che va dalla Lega Nord a Rifondazione Comunista, passando per il Movimento 5 Stelle. Eppure la speranza non è ancora tramontata del tutto tant’è che il progetto è stato rilanciato da Maurizio Poletti, attuale leader del centrodestra in consiglio, con il sostegno di alcuni attivisti dei Nib (No inceneritore a biomasse). Lo hanno fatto durante la serata “Un nuovo sindaco per Finale”, che ha visto la partecipazione di oltre 50 persone, tra cui anche alcuni rappresentanti di “Uniamoci” il gruppo di liste civiche che si sta coalizzando in tutta la provincia di Modena. Ma dall’incontro è arrivata anche la prima defezione tra i potenziali candidati sindaci: sfumato da subito Lorenzo Biagi pure l’altro consigliere super-attivo della Lega Nord, Maurizio Boetti, ha declinato l’invito. A questo punto restano in corsa in due: non c’è Remo Tralli, che qualcuno aveva considerato un potenziale competitor, ma bensì restano Fernanda Paganelli (presente all’incontro ma rimasta defilata) quale rappresentante civica di Forza Italia e soprattutto Gianluca Borgatti, il cui nome sta prendendo quota da alcuni giorni e che non ha ancora declinato l’invito, sintomo quantomeno di un “pensiamoci su”. Un nome, quello di Borgatti, che media l’ala intransigente (soprattutto ambientale) e il mondo dei moderati che negli ultimi anni hanno iniziato ad apprezzarne sagacia e ironia.

Se nel centrodestra c’è fermento, nella coalizione del sindaco Ferioli le cose sembrano andare via lisce. Sarà ancora lui il candidato, ma ora bisognerà fare i conti con le liste da presentare e i “soliti” quadretti tutti interni al Pd dove già si muovono le varie anime per trovare un posto al sole in caso di vittoria.

Ma tornando alla coalizione sfumata, che potrebbe ricompattarsi eventualmente in caso di ballottaggio, va ricordato che la prima a sfilarsi sia stata Rifondazione Comunista. Il partito guidato dal segretario regionale, Stefano Lugli, sta cercando un candidato credibile (magari giovane e donna), ma soprattutto proverà ad organizzare una lista con all’interno tante competenze civiche e, perché no, qualche rappresentante di Sel. In sostanza si arriverebbe a quello che già si è concretizzato a Pavullo dove Sinistra Ecologia e Libertà ha preso le distanze dal Pd.

Attenzione poi al Movimento 5 Stelle: la base negli ultimi anni si è allargata, trovando interessanti attivisti che si fanno conoscere nei banchetti. Ovvio che il pallino lo abbia in mano il deputato Vittorio Ferraresi: non si tratta di un monopolio, ma di certo il giovane parlamentare avrà un peso specifico nelle valutazioni quantomeno del candidato sindaco. Non sarà Carlo Valmori, storico attivista già candidato nella scorsa tornata, come del resto diventa difficile pensare a qualcuno degli ultimi simpatizzanti. Osservando le dinamiche interne un nome interessante potrebbe allora essere Andrea Pavani, tecnico competente e che negli ultimi anni ha spesso assistito, da spettatore, alle lunghe notti del consiglio comunale, scoprendo pregi e difetti della macchina istituzionale.

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