Modena in allerta, 11 rapine in due settimane
Sono state settimane critiche per la sicurezza in città ed in provincia: almeno 11 colpi violenti hanno alzato la paura
MODENA Undici rapine in due settimane, da giovedì 11 febbraio a venerdì 26 febbraio, hanno alzato l'attenzione (e la tensione) delle forze dell'ordine e soprattutto delle istituzioni, Comuni e Prefettura in testa. Si è arrivati addirittura ad invocare l'esercito mentre il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, si è lasciato andare anche a qualche giudizio sopra le righe riguardo ad alcuni articoli di giornale.
Ma al di là della percezione di sicurezza, dei reati in calo che vengono diffusi e di tutte le speculazioni politiche, va annotato che mai, come negli ultimi tempi, l'esasperazione cittadina è alle stelle, magari anche accentuata dalla cassa di risonanza che sono diventati i social network.
Tanto vale, allora, restare sui numeri, parziali fin che si vuole, ma indicativi della situazione. Perché 11 sono - di sicuro - le rapine messe a segno negli ultimi 15 giorni e forse sono anche di più se si tiene presente che non sempre gli episodi criminali vengono comunicati alla stampa.
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In testa alla speciale classifica ci sono le farmacie: ben 4 i colpi di cui due nella stessa, a Pozza di Maranello. Irruzioni violente, armi in pugno (coltelli e pistole, finte o meno poco importa), che si sono registrate anche alla Comunale di Modena Ovest e in via Cesare Costa, sempre in città.
Clamoroso poi quello accaduto ad un commerciante che opera a Modena: l'11 febbraio venne picchiato selvaggiamente in negozio per l'incasso e qualcosa da bere e il 19 fu addirittura aggredito con lo spray urticante.
Ma l'episodio più violento è sicuramente quello di San Cesario dove una famiglia - era il 15 febbraio - fu svegliata nella notte e per un'ora venne tenuta sotto le minacce delle pistole. I tre banditi, probabilmente dell'Est europeo, cercavano la cassaforte che però in casa non c'era. Non ci sono state violenze fisiche, ma quelle psicologiche, tra cui la minaccia del "se denunciate torniamo e vi ammazziamo", sono evidenti e pesanti.
Carabinieri e Polizia di Stato cercano di arginare la situazione con servizi mirati e mettendo sulle strade tutto il personale possibile, ma la loro è una lotta impari se non vengono supportate dall'attenzione dei cittadini. Emblematico è il dato diffuso dal comandante provinciale dell'Arma - Stefano Savo - che nel bilancio dell'anno aveva segnalato come solo 186 telefonate fossero arrivate in tempo reale, durante l'azione dei banditi. E per dimostrare la necessità di un senso civico maggiore ecco che viene in aiuto la rapina di via Rometta di Sassuolo, alla gioielleria Moscardini, avvenuta l'11 febbraio. E' l'unico episodio in cui i due rapinatori sono finiti in manette grazie ad un blitz dei carabinieri, allertati da un testimone che li aveva visti entrare nel negozio.
Non saranno certo i modenesi a risolvere il problema del crimine diffuso, ma la loro partecipazione più attiva potrebbe avere un impatto concreto sulla lotta ai banditi, che mai come in queste settimane hanno fatto danni, spaventato e colpito. Il tutto per poco meno di 5mila euro di bottino, fatta eccezione per la rapina di San Cesario, mai quantificata.
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