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Ospedale di Carpi, malati in barella “abbandonati” all’aperto

di Rino Filippin
Ospedale di Carpi, malati in barella “abbandonati” all’aperto

A Carpi le ambulanze dei volontari restano imbottigliate per raggiungere l’accesso unico: i pazienti sono costretti ad attenderle davanti ai clienti del bar e dell’edicola

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CATPI La riservatezza (qualcuno la chiama privacy), all’ospedale Ramazzini è un concetto elastico. Anche se le norme in materia sono sulla carta rispettate, in certi casi ci si stupisce. Uno di questi è sicuramente il trasporto dei malati da parte dei volontari all’interno dell’ospedale. Basta mettersi sotto la pensilina all’aperto che collega la vecchia Tenente Marchi, con il corridoio di Radiologia per rendersi conto di come le proteste degli utenti siano fondate. I malati sulla barella passano sotto gli occhi di clienti di bar ed edicola. Non deve essere piacevole una situazione simile per chi si trova in uno stato di fragilità psicologica e fisica. Tutto questo pare frutto della mancata creazione all’interno del perimetro ospedaliero, di un accesso riservato ai malati che arrivano da fuori per esami o accertamenti.

LA CROCE ROSSA «Noi - spiega Massimo Re, presidente della Croce Rossa, sezione di Carpi - effettuiamo circa 5mila servizi di trasporto malati al Ramazzini e conosciamo bene questo problema. A volte - spiega - il conducente dell’ambulanza scarica il collega operatore e il malato, poi va a cercare un posto per il mezzo e quando c’è maltempo non è di certo piacevole. Quando proprio non riusciamo ad avvicinarci all’ingresso passiamo per il Pronto Soccorso dove subiamo i giusti rimbrotti degli amici dell’emergenza: in effetti noi non dovremmo accedere da quell’area. Il problema è segnalato da anni alla direzione, ma evidentemente creare un accesso come al Policlinico di Modena a Carpi è difficile: speriamo per il futuro».

Il tema è noto anche all’associazione che difende i diritti dei malati. I volontari si spiegano che nei prossimi giorni, in occasione dell’incontro del Comitato Consultivo Misto, si parlerà anche di questo problema.

LA PENSILINA L’altra mattina, per capire come stanno effettivamente le cose, abbiamo passato un po’ di tempo sotto la pensilina “incriminata”. L’ingorgo era notevole. In fila c’era un’auto che trasportava materiale medico, due ambulanze e un furgone che distribuisce alimenti. Tutto bloccato. Qualcuno ha anche alzato la voce. Tutto questo mentre un anziano era sulla barella all’aperto in attesa che l’ambulanza trovasse lo spazio per fare manovra e raggiungerlo.

Anche gli operatori che si occupano del prelievo dei contenitori alimentari sono piuttosto irritati. «Il nostro camion - dice il trasportatore dei pasti per i malati - è molto ingombrante e a volte districarsi in questo budello non è facile. Purtroppo pare non ci sia altro luogo in cui scaricare».

Altre proteste arrivano poi dai pazienti dializzati che per raggiungere l’accesso al reparto devono passare in auto proprio per questa strettoia. Insomma forse sarebbe giusto di rivedere gli spazi utilizzabili dai mezzi di servizio e gli accessi all’ospedale per i malati.

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