«Duemila formelle griffate dal mio amico Papa Francesco»
Don Gilli, il parroco artista malato di sla, ha ricevuto la telefonata del Pontefice che lo incoraggia nel suo lavoro
MODENA. Don Gilli è un artista straordinario e uomo di chiesa. Nonantolano, fa il parroco anche a Baggiovara.
Malato di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica che ha colpito anche tanti ex campioni dello sport, è stato contattato da Papa Francesco, cui aveva fatto pervenire un dono.
Don, ci racconta cosa le è successo con Papa Francesco?
«Ho scritto una lettera a Papa Francesco, dicendo che aiutavo le persone a fare il giubileo, spiegando attraverso le mie opere la misericordia di Dio, e gli ho inviato anche una mia formella. Alla sera mi è arrivata una chiamata che diceva “Pronto sono Francesco e la ringrazio per la sua scultura e la ringrazio per la sua missione”. Allora gli ho chiesto se poteva darmi un biglietto che potevo mettere dietro alle formelle che regalo alle persone, lui mi ha inviato un foglio dove diceva di continuare il mio lavoro e di pregare per lui. Ho fatto duemila formelle con dietro il suo messaggio firmato...».
Come è nata la passione per l’arte?
«Ho iniziato aiutando il parroco a fare dei bassorilievi, poi mi sono appassionato e ho iniziato a studiare anatomia per migliorare, poi nel 1995 sono stato a scolpire delle statue negli stati uniti a Washington, tornato in Italia mi è venuta voglia di fare statue a grandezza naturale che poi ho esposto in Piazza Grande e li mi è venuto in mente il percorso che ho realizzato a Rubbiara».
Qualche novità artistica delle sue in arrivo?
«Il 14 maggio espongo una nuova statua per celebrare l'inizio del periodo di pasqua, la malattia è un impedimento, ma mi stanno aiutando e sto scoprendo grazie ad essa come apprezzare gesti più semplici come parlare».
Vuole dare dei consigli ai giovani di oggi?
«Se volete un’opinione su un tema di stretta attualità, allora mi permetto dire ai giovani che non condivido il fatto che convivano perché il messaggio che danno al compagno è “sto aspettando di essere sicuro di amarti vediamo come va”. Ed è brutto, ci sono molte cose che sono precarie come il lavoro, l’amore non deve esserlo».
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