L’Imu porterà 18,4 milioni nelle casse del Comune
Trenta milioni saranno indirizzati agli investimenti e 55 per le spese correnti Monica Medici, M5S: «L’82% dei residenti ha un reddito inferiore a 12800 euro»
Un bilancio da 98 milioni di euro, dei quali 30 per spese in conto capitale per investimenti, 55,4 per la spesa corrente e 13 per spese per conto di terzi. Dall’Imu si prevede un introito di 18,4 milioni di cui 2,1 per violazioni su avvisi emessi e dalla Tasi. Questi alcuni dei numeri del bilancio 2016 del Comune illustrati in oltre cinque ore di seduta di un consiglio comunale particolarmente vivace: il documento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza Pd. Contrarie tutte le opposizioni. Molto critica nei confronti della relazione del sindaco la consigliera Monica Medici la quale, a fronte del “cauto ottimismo” del primo cittadino ha ricordato come «il reddito medio dei carpigiani nel 2013 sia stato 19mila euro, ma che il reddito lordo pro capite raggiunga i 98mila euro per una quota limitata della popolazione, il 3,5%, mentre il 14% è di 36mila, mentre il restante 82,5% è pari a 12800 euro, al lordo delle tasse». Particolarmente critici sullo stadio i consiglieri Benatti e Rostovi dopo la mozione presentata da Lega nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia sullo stadio. «Con questa mozione si chiedeva semplicemente di fare uno studio per avere dati certi. È possibile adeguare il Cabassi alla A o alla B? Insomma, chiedevamo semplicemente chiarezza. – attacca Rostovi - Ovviamente il voto della maggioranza è stato no. Motivo: non abbiamo avuto tempo di valutare il documento». Carpi Futura, con il consigliere Paolo Pettenati ha contestato il fatto che «nella nota integrativa esposta in commissione come novità, infatti, viene ampiamente dettagliata la consistenza numerica delle poste ma con la mera elencazione ragionieristica, con riferimenti alle nuove normative e con la sottolineatura sull’abilità del nostro comune a rispettare il dettato con i massimi criteri di prudenza». E ha ricordato che cercare «un'equità nel mercato significa mettere Aimag in condizione di partecipare ad esempio alla gara del gas giocandosi le proprie carte, senza avere nel proprio Cda il proprio concorrente, Hera, che può esaminarne i conti, o fare delle gare il più possibile aperte. Fare rendere al massimo le proprie risorse significa che in caso di sconfitta alla gara del gas, Aimag venga rimborsata per l'utilizzo delle proprie reti da parte del vincitore per un valore che si stima in circa 100 milioni di euro, di cui, in base alle percentuali di azioni nel patto di sindacato spetterebbero a Carpi circa 20 milioni». E alla fine del consiglio sono volate parole grosse. Tanto da indurre il segretario Pd Marco Reggiani ad annotare che «stupisce l’atteggiamento dei 5stelle che, come già a livello nazionale, al momento del voto sono usciti dall’aula. Anzi, Gaddi ha anche offeso pesantemente il nostro consigliere Francesco Lodi. Rimaniamo in attesa di scuse formali».
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