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Aemilia, minacce a Maria Sergio: scortata dai vigili urbani di Modena

Aemilia, minacce a Maria Sergio: scortata dai vigili urbani di Modena

Il prefetto ha disposto una “vigilanza” leggera con nucleo di agenti in borghese dopo la lettera dal carcere di Pasquale Brescia al marito Vecchi, sindaco a Reggio

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MODENA. Non si può chiamare scorta ma di fatto lo è. Da circa un mese tutti i movimenti di Maria Sergio, dirigente responsabile del settore urbanistico del Comune di Modena, nonchè moglie del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, sono seguiti da due ombre. Si tratta degli uomini del nucleo degli agenti in borghese della polizia Municipale, uomini formati per operazioni in incognito e anche per questo tipo di servizi (assicurano dal Comune) che hanno ricevuto l’incarico dal prefetto di Modena Michele Di Bari, previo accordi con il comandante della polizia municipale Franco Chiari, di svolgere funzioni di vigilanza “preventiva” nei confronti della signora Sergio.

Una mezza scorta. Non una scorta con tutti i crismi, ma un livello di attenzione un gradino più sotto appunto perché “non si sa mai...”

All’origine della decisione la lettera di minacce giunta nelle scorse settimane al marito sindaco di Reggio Emilia, da parte di uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione Aemilia. Vale a dire Pasquale Brescia, ex titolare del ristorante “Antichi sapori” di Gaida, proprietario del maneggio di via Croci recentemente confiscato dal Comune di Reggio e imputato nel processo Aemilia. Brescia attualmente è detenuto in carcere: è per mano del suo avvocato che la missiva sarebbe stata fatta arrivare alla redazione di un quotidiano di Reggio Emilia.

La lettera di "minacce". Si tratta di un documento di quattro pagine, scritte a mano da Brescia e in cui si rivolge al primo cittadino e attacca duro. Dall’imprenditore edile la richiesta è netta: vuole le sue dimissioni da sindaco. Fa specifico riferimento ai recenti fatti - le polemiche politiche alla notizia della casa acquistata dalla moglie del sindaco, Maria Sergio , dall’imprenditore imputato nell’inchiesta Aemilia Francesco Macrì - e alle dichiarazioni successive di Vecchi, quando in Sala del tricolore ha dichiarato di avere «la schiena dritta».

Lettera che, viste le circostanze i contenuti e il mittente, ha spinto il prefetto di Reggio Emilia a far scattare una sorveglianza analoga, anche nei confronti del sindaco di Reggio. Una ‘vigilanza generica’: nei suoi spostamenti Luca Vecchi (foto) dovrà essere accompagnato da una persona,un agente della polizia municipale, che vigili sulla sua sicurezza.

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Anche per la moglie. La stessa identica cosa è stata immediatamente pensata e disposta qui a Modena per Maria Sergio. Il prefetto di Reggio ha contattato il suo collega di Modena facendogli presente il problema.

Quindi da un mese ogni giornata lavorativa, al suo arrivo a Modena, la signora Sergio viene “presa in custodia” dai due agenti della municipale che oltre a seguirla stazionano in zona via Santi (dove si trova il suo ufficio) fin tanto che lei è lì presente. Se si deve spostare i due agenti, come un’ombra, la seguono.

Questa funzione inedita - a Modena - della Polizia Municipale è stata notata con stupore nei corridoi comunali, tanto che la “segnalazione” di questa insolita presenta è arrivata alla Lega Nord. Due suoi esponenti, Luca Bagnoli e Stefano Soranna, senza ufficialmente conoscere il motivo della presenza degli agenti in borghese in via Santi si sono posti una serie di interrogativi. Chiedendo - con una nota - all’amministrazione comunale di spiegare la loro funzione. «Sono incaricati di monitorare l’area dopo i fatti di degrado e violenza degli ultimi tempi? - si chiedono - Sono arrivati per altri scopi? Svolgono vigilanza per l’incolumità di qualche persona? Se così fosse, non siamo di dronte a un utilizzo anomalodella polizia municipale?»

Risposte criptiche. Domande alle quali con una nota stampa - criptica a dire il vero - il Comando della Polizia municipale, parla dei suoi uomini come preparati per questi compiti in borghese, ma non dice nulla sulla scorta. «La Polizia Municipale prevede anche una Unità specialistica che svolge servizio in abiti civili. E questa modalità di intervento in borghese è nota da tempo. - viene scritto - Questo tipo di servizio è dedicato, in particolare, ma non solo, all'attività di prevenzione del degrado e della microcriminalità. Sono interventi di carattere riservato e sono inseriti in più ampie attività di indagine o preventive condivise con gli organi istituzionali di riferimento e sono giustamente tarati sulle competenze e le capacità dell'Unità stessa e degli operatori che ne fanno parte». Fin qui il Comune. Resta da vedere come reagirà il sindacato della Polizia Municipale. A Reggio -ad esempio - le polemiche non sono mancate...

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