Fisco facile/ Professionisti, cosa “scaricare”?
Ecco le spese che abbassano le tasse: immobili, beni mobili, auto, alberghi, trasferte, formazione
Sempre più persone hanno bisogno di aprire una partita Iva per poter svolgere determinate prestazioni e occupazioni. Spesso non sono veri liberi professionisti, molto più frequentemente sono piccoli professionisti o soggetti dotati di una certa professionalità che lavorano come terzisti per altre imprese. Purtroppo nemmeno le recenti riforme sul lavoro sono riuscite ad arginare un fenomeno in costante crescita. La partita Iva però conviene? Rispetto a un lavoratore dipendente ci sono vantaggi. Aprire una partita Iva significa però in primis ragionare sul costo che questa comporta, analizzando soprattutto cosa un professionista può portare in deduzione e in detrazione. In questo articolo dunque analizzeremo quali sono le principali spese che ogni soggetto può scaricare. Prima di proporre l’elenco però, occorre sottolineare che, il linea di principio, il Fisco delinea alcune fattispecie in modo esplicito. Tuttavia non esiste una lista completa, un vademecum di cosa si può dedurre o detrarre, ma si possono seguire alcune linee guida. Cerchiamo di capire cosa un professionista con partita Iva può scaricare.
Linee guida. Il principio di cassa. Bisogna capire che le tasse vengono imposte sugli incassi, cioè sulle cifre che il professionista riceve tramite bonifico, mentre si può dedurre quanto speso, anche se in quest’ultimo ambito esistono specificità per le quali il discorso decade. Inoltre va considerato che le spese devono essere sostenute dal lavoratore a partita Iva che le detrae e devono essere tutte documentate: è quindi d’obbligo possedere una fattura intestata al soggetto, gli scontrini fiscali (parlanti, ovvero con il codice fiscale) e provati tramite i movimenti effettuati sul conto corrente bancario o anche con l’estratto conto della carta di credito.
Immobili. Se il professionista acquista un immobile a uso studio o ufficio compreso nelle categorie catastali destinate ad uso attività strumentale la deduzione si applica tramite delle quote di ammortamento annuali e il costo sarà interamente deducibile. Nel caso in cui invece il professionista decida di destinare la propria casa all’attività si verifica un «utilizzo promiscuo» e la deduzione si applicherà nella misura forfettaria del 50% delle spese sostenute per l’acquisto, l’affitto o i costi di gestione dell’immobile stesso. Percentuale che potrebbe anche essere inferiore nel caso l'immobile sia troppo grande rispetto all'attività svolta. Deducibili anche le spese di ammodernamento e manutenzione straordinaria che aumentano il valore del fabbricato, ma nei limiti del 5% del valore di questi all’inizio dell’esercizio. Quindi se le quote dell’immobile sono dedotte al 100% lo saranno anche le spese, se al 50% perché utilizzate promiscuamente al 50 per cento andranno anche le spese.
Beni mobili. Per quanto riguarda i beni mobili, si possono dedurre anche i beni complessi, quali impianti, reti elettriche, macchinari, strumenti, qualora essi rispettino i principi di inerenza, sostenimento e documentabilità.
Prodotti tecnologici e smartphone. I prodotti telefonici sono deducibili all’80%. Mentre è ammessa la deducibilità integrale di pc, modem, reti interne, monitor. La deduzione riguarda sia l’acquisto che l’affitto e il leasing.
Vitto e alloggio. Le spese per vitto e alloggio sono deducibili al 75%, ma il totale delle spese sostenute nel corso dell’anno non deve superare il 2% dei compensi percepiti nello stesso arco di tempo.
Formazione professionale. Il 50% di deduzione per le spese sostenute per la formazione e l’aggiornamento professionale. Sono compresi master, corsi, convegni, dottorati.
Indennità e Tfr. In questo caso non vale il principio di cassa che si applica alle altre spese. Quindi il costo per le quote di Tfr e di indennità dei dipendenti sarà deducibile in base a quanto pattuito contrattualmente.
Alberghi e trasferte. Per quanto riguada le spese relative ad alberghi, vitto e alloggio, effettuate in caso di trasferta, si può dedurre il 75%, ma l’importo non deve essere maggiore del 2% rispetto all’ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta. Queste spese diventano deducibili al 100% se sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura.
Auto. Il Fisco prevede una disciplina sugli autoveicoli e i costi deducibili dai professionisti. In linea generale questi ultimi possono detrarre ai fini Iva il 40% della stessa, mentre possono dedurre un costo pari al 20% di euro 18.076.
Giorgio Guandalini
dottore commercialista
revisore contabile
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