Modena, Bancomat esploso ma niente bottino
Assalto con il gas alla cassa della banca San Geminiano ai Torrazzi. I banditi devono fuggire a mani vuote e ora sono braccati dai carabinieri
MODENA. Secondo assalto fallito, in pochi giorni, ai bancomat modenesi. Dopo il colpo all’ufficio postale di Lesignana, ecco che una banda è entrata in azione domenica sera, poco prima di mezzanotte. Ad essere presa di mira è stato il banco San Geminiano e San Prospero ai Torrazzi, una filiale storica del panorama creditizio locale. Le modalità di azione sono state molto simili al colpo di Lesignana: i banditi agiscono coperti per evitare di farsi individuare dalle telecamere e si portano nel parcheggio retrostante alla struttura, dove c’è il bancomat, ma dove si può anche operare senza essere notati dalle auto che transitano sulla via Nonantolana proprio perché protetti dall’edificio della banca.
ANALOGIE CON ALTRI COLPI CON L'USO DI ACETILENE. La preparazione del colpo dura alcuni minuti. Gli specialisti dell’esplosione saturano la cassa continua con il gas acetilene. Sanno che provocherà una deflagrazione e appena ritengono di aver completato l’operazione si defilano di qualche metro, giusto il tempo di osservare - in sicurezza - quanto accadrà di lì a pochi istanti. E in effetti il bancomat si sventra. Il gruppo d’azione si avvicina di corsa: punta alla cassetta di sicurezza, che contiene migliaia di euro per i clienti.
Ma stavolta i sistemi di sicurezza hanno la meglio: il macchinario è dilaniato, eppure la cassetta resta sigillata e al suo posto. I banditi capiscono subito che il colpo è fallito, non c’è il tempo materiale per provare quantomeno a forzarla o ad asportarla.
DOPO LO SCOPPIO SCATTATO L'ALLARME. Perché l’allarme suona e vengono allertate le forze dell’ordine. Sul posto arrivano rapidamente le pattuglie dei carabinieri di Modena. Per pochi istanti non intercettano i ladri, ma inizia una vasta operazione di ricerca, fatta di posti di controllo e verifiche del territorio. Nel frattempo partono anche le indagini, che cercheranno di dare un’identità al gruppo anche attraverso alcuni rilievi effettuati dalla squadra Scientifica.
Come prassi vengono chiamati anche i vertici della filiale con cui i carabinieri definiscono un piano operativo, necessario a garantire la sicurezza degli uffici. Per prima cosa si procede ad appendere, all’esterno, un cartello informativo (“chiuso per rapina”), poi viene incaricata la vigilanza privata che per tutta la giornata di ieri, mentre i tecnici provvedevano a ripristinare il bancomat, ha presidiato l’ingresso della San Geminiano e San Prospero.
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