Criminalità, un nuovo allarme: «C’è un filone di bande sarde»
L’analisi in un importante documento che è stato pubblicato sul sito della Camera dei deputati Si registra la stabile presenza di sospettati nei comprensori di Sassuolo e anche di Pavullo
Nella nuova relazione sulla criminalità organizzata nel territorio emiliano romagnolo e in particolare nel modenese, spunta anche un riferimento alla criminalità sarda, che sarebbe radicata fra Sassuolo e Pavullo nel Frignano. Una novità se non proprio inedita, di certo meno nota rispetto alle infiltrazioni da Sicilia, Calabria, Puglia e Campania già conosciute e citate praticamente in ogni rapporto sulle infiltrazioni mafiose al nord. Il documento che contiene la “Relazione sull'attività delle forze di polizia sullo stato della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata per l'anno 2013”, pubblicato sul sito della Camera dei deputati nel 2015, è inserito nel materiale che l'amministrazione ha di recente pubblicato per assolvere agli obblighi sulla trasparenza in materia di anti-corruzione. Documenti richiesti da tempo soprattutto dalle opposizioni, che ne hanno fatto un cavallo di battaglia fin dalla nascita dell'inchiesta Untouchables nell'autunno scorso. Il materiale che ora viene messo a disposizione nel portale trasparenza del sito comunale è corposo e contiene appunto anche l'ultima relazione relativa alle organizzazioni criminali che operano in zona. Se in passato erano citati gruppi originari della Calabria, altri della Sicilia che qui sarebbero insediati fin dai tempi del soggiorno obbligato di Badalamenti, se veniva citata nella vicina Fiorano la presenza di personaggi legati alle organizzazioni pugliesi, risulta meno noto, se non proprio inedito il riferimento ai sardi, di cui, per citare letteralmente, “ si registra la stabile presenza nei comprensori di Pavullo nel Frignano e di Sassuolo”.
La relazione chiarisce anche in quali canali si insediano queste organizzazioni. «L’elevata propensione imprenditoriale del tessuto economico è uno dei fattori che catalizza gli interessi della criminalità organizzata, sia autoctona che straniera, anche ai fini del riciclaggio e del reinvestimento in attività economiche dei profitti illeciti. L’espansione delle attività imprenditoriali e commerciali attira, inoltre, flussi migratori stranieri, talvolta connotati da logiche criminali. La presenza di tali organizzazioni è orientata al tentativo di inquinare il tessuto economico e sociale con immissioni di capitali di illecita provenienza attraverso l’aggiudicazione di appalti e l’acquisizione della proprietà di attività commerciali sfruttando gli effetti della contingente crisi finanziaria penalizzante, in particolare, la piccola imprenditoria». Altro punto che ci tocca da vicino, il gioco: «Si segnalano le mire della criminalità organizzata dirette ad acquisire il controllo nel campo dei videopoker e suscettibili di pervenire a situazioni di vero e proprio monopolio. D ’altra parte, visto che il corrispettivo che arriva da queste macchine è elevatissimo, il denaro può essere reinvestito in altre attività illecite».
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