Galli: «Diciamo No al referendum»
Il deputato presenta la campagna contro la riforma del Senato voluta da Renzi
«Organizzeremo nelle prossime settimane una serie di incontri per spiegare come al referendum costituzionale del prossimo autunno e nelle azioni per l'abrogazione della legge elettorale Italicum occorrerà votare no per salvaguardare la nostra democrazia con pesi e contrappesi. Faremo anche da aprile: in Italia contiamo di arrivare a 700/800mila firme quindi per Modena pensiamo di ripetere i numeri del passato referendum sull'acqua pubblica che arrivò intorno alle 10mila firme. Pensiamo sia un obiettivo plausibile».
Sono questi gli intenti del neonato comitato di Modena, coordinato da Claudia Bellucci, che sosterrà il “No” al referendum costituzionale con il quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi sulla revisione della seconda parte della costituzione voluta dal governo Renzi: ieri lo hanno presentato l'onorevole modenese Carlo Galli, già del Pd (uscito, ora in Sel), l'avvocato Mauro Sentimenti e molti membri della ventina di partiti e associazioni che hanno già aderito.
Ha dato l'adesione anche ampia parte della società civile modenese tra cui funzionari comunali, artisti come Franco Vaccari, sindacalisti, docenti universitari come Elio Tavilla. Nomi “pesanti” nella politica modenese, come l'Arci, l'Anpi, Rifondazione comunista, Sel, Per me Modena.
«La riforma del governo Renzi - spiega Carlo Galli - comporta uno spostamento pericoloso e inaccettabile del potere dal Parlamento al governo: accade già oggi, ma un giorno con il combinato disposto della nuova legge elettorale, che sostanzialmente nomina al secondo turno un vincitore per caso, il futuro premier controllerà anche Csm, Consulta e Rai oltre al Parlamento. In questo modo la politica resterà solo ogni cinque anni, al momento delle elezioni, perché non ci sarà più la mediazione dei partiti. In questo modo si indebolisce la rappresentanza dei cittadini e si rafforza il primato dei poteri economici attivi in Italia».
Se Galli, docente e analista politico di professione, si dice preoccupato, a rincarare la dose c'è l'avvocato Sentimenti tra i responsabili del gruppo che ha denunciato in 18 tribunali italiani la futura legge voluta da Renzi: «A una minoranza molto modesta degli elettori, si consegnerà il controllo del Parlamento visto che passiamo da un bicameralismo perfetto a uno confuso che in alcuni casi potrebbe portare a dieci passaggi diversi per approvare una legge. La burocrazia, con i cambiamenti al Senato, inftti resta e avremo un ramo del Parlamento sostanzialmente inutile, inefficiente e ingovernabile. Per questo ci siamo rivolti ai tribunali italiani, Modena compresa».
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