Gazzetta di Modena

Modena

Quando Neri portò il Charitas al mare

di Flavio Pellacani
Quando Neri portò il Charitas al mare

Il pedagogo che cambiò il volto della scuola modenese

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Sergio Neri ci ha lasciato nel 2000, ma il suo ricordo di pedagogista è ancora ben vivo.

Il bel libro di Stefano Zerbini, Fabio Balboni e Elisa Monari, Sergio Neri, uno scout pedagogista, appena pubblicato a Mirandola, ci porta alla riscoperta della figura e dell'opera di questo educatore e pedagogista modenese in una dimensione originale, forse sconosciuta a molti.

Il suo pensiero è rivisitato alla luce dell'esperienza da lui compiuta nel gruppo scout di Mirandola negli anni '50 del secolo scorso.

Gli autori stabiliscono una relazione ideale tra Neri e Baden-Powell, il fondatore del movimento scout, rilevandone significative somiglianze in fatto di strategie educative.

Somiglianze che appaiono evidenti per quanto riguarda argomenti e obiettivi importanti quali l'integrazione/inclusione dei ragazzi disabili o in difficoltà; il protagonismo del bambino (o dell'adolescente) nel processo di insegnamento/apprendimento; la dimensione comunitaria e cooperativa dell'atto educativo; l'apprendimento per scoperta.

D'altronde si tratta di temi peculiari della riflessione pedagogica e della sperimentazione didattica che Sergio Neri compie fin dai primi anni di insegnamento, con il supporto di uno studio ampio e approfondito dei grandi pedagogisti moderni (Dewey, Montessori, Bruner, Piaget, Wygotskij), che lo porta, tra l'altro, al conseguimento di due lauree, la prima in Pedagogia e la seconda in Psicologia.

Ma è ripercorrendo la vita e l'opera di Neri (come fa il libro) che scopriamo il suo straordinario bagaglio di competenze, attinte anche dall'esperienza scout.

Sanfeliciano, nato nel 1937 Neri riuscì a creare una carriera da amministratore a Mirandola parallela al suo sviluppo culturale (proveniva da una famiglia di modeste condizioni) dopo aver trascorso un’infanzia a San Martino Carano in una famiglia nella quale spiccava la figura materna.

Nel corso degli anni '60 si cimenta nella direzione delle colonie estive del Comune di Mirandola modificandone radicalmente la natura e l'organizzazione, ponendo fine all'epoca della colonia concepita prevalentemente per fini salutistici e assistenziali e organizzata secondo regole da caserma.

La colonia diventa infatti un momento importante sul piano educativo per i ragazzi che la frequentano, offrendo loro l'opportunità di fare un'esperienza di vita comunitaria ricca di stimoli e proposte rivolte allo sviluppo delle capacità relazionali, delle attitudini e della personalità di ciascuno in spirito di collaborazione e di solidarietà con gli altri.

Non è casuale che Neri accolga in colonia anche ragazzi disabili, integrandoli a pieno titolo nella comunità, vincendo non pochi pregiudizi e malcelate resistenze. Ma ancor più dirompente fu la sua iniziativa all'inizio degli anni '70, quando venne chiamato a dirigere l'Istituto Charitas di Modena.

Il Charitas era una specie di “Cottolengo”, una struttura nella quale erano ricoverati (sarebbe più giusto dire “reclusi”) circa trecento ragazzi con handicap anche molto gravi, ridotti in uno stato di degrado e di sofferenza disumani.

Ebbene, la prima cosa che Neri fece fu di aprire le porte dell'Istituto al mondo esterno per far conoscere una realtà per troppo tempo ignorata e cominciò, con l'aiuto di alcuni bravi educatori e di volontari, a portare ragazzi del Charitas in città e persino in gita al mare.

È soltanto l'inizio del percorso che anni dopo condurrà alla cosiddetta “deistituzionalizzazione”.

Il principale campo di azione nel quale Sergio Neri realizza le sue idee e i suoi progetti di maggior respiro resta, comunque, la scuola. Quale consulente pedagogico del Comune di Modena, incarico che ricoprì dal 1971 al 1987, contribuì in modo decisivo al rinnovamento delle scuole materne, dando vita a un modello di scuola dell'infanzia dotata di una propria identità, con propri obiettivi educativi espliciti e misurabili, ben radicata nel contesto territoriale e inserita a tutti gli effetti nel sistema scolastico generale.

Non dimentichiamo che in questa impresa, che portò le scuole dell'infanzia modenesi a livelli di riconosciuta eccellenza, Sergio Neri fu sostenuto da amministratori locali colti e lungimiranti (come Liliano Famigli e Sandra Forghieri), coadiuvato da insegnanti motivati e capaci, accompagnato da una larga partecipazione popolare.

Anche nella scuola elementare Neri lasciò il segno partecipando attivamente all'introduzione del “tempo pieno” e alla elaborazione dei “Nuovi Programmi” emanati nel 1985.

Il suo lungo impegno e la sua indiscussa competenza in materia di integrazione culminarono, nel 1997, nella sua nomina a coordinatore dell' “Osservatorio Nazionale Permanente per l'integrazione scolastica delle persone in situazione di handicap”

Del nostro pedagogista e scout possiamo trovare ancora tracce in tutti coloro che anche nella scuola di oggi, pur tra mille problemi e sconcertanti riforme, continuano a educare bambini e ragazzi con gusto e passione.

Sergio Neri ci ha lasciato un prezioso patrimonio di riflessioni, idee e proposte ancora attuali, contenute nei libri, saggi, lezioni e documenti di lavoro che ha scritto, ora custoditi presso Memo, il Multicentro Educativo del Comune di Modena a lui intitolato, in viale Jacopo Barozzi che vuole diventare un punto di riferimento per i nostri educatori.

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