“Scoppia” il gas: un morto e un ferito
La vittima, Carlo Cancedda della Liquigas, stava rifornendo la casa di Antonio Rivasi, ustionato e ricoverato a Parma
LAMA MOCOGNO. Aveva praticamente finito il lavoro, quando in un attimo si è scatenato l'inferno, che non gli ha lasciato scampo. È morto investito da un'onda d'urto terrificante Carlo Cancedda, impiegato 48enne della ditta Parma srl con sede a Pieve di Cento, specializzata nel trasporto gpl. È successo ieri alle 13.55 all'altezza del civico 18 di via Cavergiumine, una vecchia abitazione a due piani nella campagna di Borra di Lama Mocogno. Era venuto su chiamata dell'82enne Antonio Rivasi, residente a Lama ma con una seconda casa qui a cui teneva molto, al punto da venire praticamente ogni giorno per le galline, gli altri hobby agresti ma anche la cura del rustico. In una zona isolata dove il metano deve ancora arrivare, aveva finito il contenuto della cisterna interrata che alimentava a gpl tutta la palazzina divisa a metà con la sorella, che viene su soprattutto d'estate. Aveva quindi chiesto il rifornimento e l'operazione era ormai completata quando si è accorto che qualcosa non andava. La dinamica è ancora da ricostruire nel dettaglio, ma pare che da dentro la casa abbia sentito qualcosa di strano, forse odore di gas, e abbia chiamato il tecnico che si trovava all'esterno ultimando il rifornimento del bombolone. Probabilmente ha acceso il fornello della cucina ed è stato il finimondo: un boato pazzesco, casa semi-sventrata, fiamme dappertutto, finestre e porte finite anche nel giardino del vicino e lì, a circa 30 metri dall'ingresso, il corpo del 48enne privo di vita. È morto sul colpo, anche se sarà l'autopsia a stabilire se per le dirette conseguenze dell'onda d'urto o per l'impatto con il muro della casa a fianco. Rivasi invece è uscito urlando, con gli abiti bruciati e ustioni nel volto e un po' in tutto il corpo, ma vivo, anche se fortemente sotto choc. L'hanno aiutato i vicini chiamando subito i soccorsi e la figlia, e in pochi istanti è giunto l'elicottero da Pavullo per il trasporto d'urgenza al centro grandi ustionati di Parma, dove comunque non si trova in pericolo di vita. A cinque minuti dalla chiamata erano sul posto anche i carabinieri di Lama Mocogno insieme ai colleghi di Pavullo e lo stesso capitano Nicola Puccinelli, per i rilievi del caso, mentre i vigili del fuoco estinguevano tutti i focolai d'incendio. È arrivata anche la Medicina del Lavoro per il primo esame della salma, subito coperta con un telo bianco in attesa del trasporto a Modena per i rilievi autoptici. Pesantissimi i danni sull'abitazione, che nell'angolo della cucina è stata squarciata da un'esplosione che ha ovviamente compromesso la stabilità di tutto l'edificio, dichiarato inagibile. Per gli stessi approfondimenti tecnici dei vigili del fuoco sarà necessario il ripristino delle minime condizioni di sicurezza, perché la sensazione era che ci potessero essere cedimenti da un momento all'alto in una struttura così segnata dagli anni.
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