Vigili in servizio di scorta Il Sulpl: «Non ci compete»
Vigilanza a Maria Sergio, il sindacato chiede un incontro urgente al prefetto «Sindaco e comando ci tengono all’oscuro, impegno delicato che spetta ad altri»
Una scorta segretissima, quella creata dal comandante della Polizia Municipale Franco Chiari, su disposizione del prefetto Michele Di Bari, per “vigilare” sulla dirigente dell’Urbanistica Maria Sergio, minacciata con il marito-sindaco di Reggio Luca Vecchi dalla ’Ndrangheta. Una scorta talmente segreta da essere sconosciuta all’intero corpo della Polizia Municipale. E la notizia - all’interno di un comando in cui i rapporti tra comandante e truppa sono logorati da tempo - non ha certo fatto piacere agli agenti. Tanto che il principale sindacato che rappresenta i vigili ha chiesto un incontro urgente al prefetto, e non a Chiari, per chiedere chiarimenti.
«Come al solito apprendiamo dalla stampa, ed in modo fortuito, di nuovi servizi prestati e, già in essere da circa un mese. - esordisce il comunicato del Sindacato della polizia muinicipale - Il Sulpl ribadisce che l’organizzazione del lavoro voluta da questo Comandante e avallato dal Sindaco, Assessore, Presidente, presenta notevoli punti di criticità e ricadute negative in termini di servizi e sicurezza prestati alla cittadinanza. Non è possibile che in questi giorni, da parte dei vertici politici , si sia parlato solo di spostare 4 operatori dall' orario diurno a quello notturno e contestualmente non si provveda ad informare i sindacati che sono in corso operazioni particolari e delicate (e pericolose) di pubblica sicurezza (ed eventualmente di polizia giudiziaria) che vedono impiegati alcuni operatori di Polizia Municipale. Questo è il grado di sensibilità della sicurezza sul lavoro che ha questa Amministrazione ?» E la nota prosegue: «Al modo autoritario di fare di questo Sindaco rispondiamo che ad oggi l’organizzazione del lavoro è ancora oggetto di informazione ai sindacati. Quantomeno per poter eventualmente esprimere, anche da parte del Sulpl, un forte dissenso sull’operato del Comandante Chiari e dell’ Amministrazione».
Il sindacato pone una serie di domande tecniche sull’organizzazione della scorta. Oltre a chiederne i motivi, viene sottolineato che tale tipo di servizio è di competenza di altri organi di Polizia «dotati di formazione, strumentazione, e ai quali vengono per altro riconosciute tutte le tutele e garanzie giuridiche necessarie». Vengono poi chieste informazioni operative dal numero di agenti impegnati, gli orari e da quali servizi per il cittadino siano distratti quegli agenti. Il Sulpl non manca di evidenziare quelle che definisce «vacue e fumose spiegazioni» fornite dal comunicato diramato dall’ufficio stampa del Comune e aggiunge in merito «Qui non si mette in discussione la professionalità e le competenze degli agenti , ma le modalità e l'opportunità di fare svolgere un servizio che , per come appare essere svolto, non è di competenza della Polizia Locale. «Infine non è possibile da parte dell’Amministrazione Comunale ( vedi comunicato stampa) circoscrivere l’accaduto come un “normale” servizio in borghese come se fosse un fatto di routine. Piuttosto, definiamolo un vero e proprio servizio delicato, rischioso e non tutelato». Un comunicato che evidenzia bene quale sia il clima , che si respirava chiaramente ieri al comando dove per provare a stemperare la tensione c’è chi ha fatto ricorso all’ironia. Come quella di chi suggeriva di trasferire l’ufficio della signora Sergio ad Albareto: «Così la frazione a rischio criminalità avrà 2 agenti di polizia municipale fissi al mattino e due al pomeriggio...»
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