Modena. C’è un lago ad Albareto: 5 famiglie nell’acqua
In via Dotta da sempre il bacino naturale viene invaso perchè è a un livello più basso Il residente Mario Lambertini: «Ma non si era mai creato un allagamento così esteso»
MODENA. Albareto scopre d’essere una località lacustre. Ci sono i gabbiani che si levano in volo e che planano su un lago che si stende all’orizzonte. In mezzo, mentre un trattore faticosamente trova un passaggio, mentre le auto sono “ammucchiate” vicino alla ciclabile, risparmiata dall’acqua perché un po’ più sollevata, ci sono le case di alcune famiglie storiche della zona.
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Sono agricoltori, sono i Lambertini, cinque famiglie, tredici persone, praticamente “a mollo”, attorniate dall’acqua portata dalla piena dell’altro giorno. È dalla notte tra lunedì e martedì che l’allagamento è iniziato e ieri mattina, nonostante sia stata in funzione una idrovora attivata dai tecnici mobilitati da Comune e Protezione civile, la situazione era quella di un grande lago.
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Una falla inaspettata, un disastro sugli argini, buche, nutrie, scavi incontrollati e quant’altro? No, la situazione dei Lambertini, ovvero l’allagamento di via Dotta a Albareto è un fatto. per così dire, noto. La vera novità è che se in altre occasioni l’acqua creava qualche pozza, diciamo pure qualche laghetto o zona umida, questa volta ha davvero esagerato invadendo tutta la campagna circondando così le case.
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La zona infatti è soggetta ad “andare sotto”, come dicono gli addetti ai lavori, perché si tratta di un invaso naturale, è un “prolungamento “ dei prati di San Clemente che hanno la stessa funzione, quella di dare spazio all’acqua in più, una specie di Cassa d’espansione naturale. Il livello del terreno è più basso e ciò consente “la piena”.
«Però questa volta - afferma Mario Lambertini - di acqua se n’è fermata tanta, non era mai arrivata a coprire tutta la campagna quasi sino alla ciclabile e alla villa più grande, davanti al rettilineo di via Dotta. Le altre volte si creavano dei punti con dell’acqua, delle zone più o meno allagate, mai così. Per questo eravamo andati con il trattore vicino al cavo ( si tratta del Cavo Argine) per vedere se era successo qualcosa, da dove venisse tutta quell’acqua, se qualcosa si fosse rotto. Abbiamo anche provato a smuovere un po’ di terra, per cercare di frenare il flusso, ma abbiamo visto subito che l’acqua era alta e che il livello aumentava sempre di più. E allora abbiamo capito che non ci restava altro che aspettare. Una casa ha la cantina allagata, alcuni non sono potuti andare sa lavorare perché non c’era da fidarsi nell’attraversare , nel raggiungere la strada. Insomma , siamo rimasti bloccati».
Così diceva ieri mattina, tra luccichio del sole sullo specchio dell’acqua, tra le oche che giocavano nel loro nuovo ambiente, nella calma classica del lago. Gradatamente e piuttosto lentamente i livello dell’acqua è andato calando durante il passare delle ore: oggi si vedrà come risulterà essere la situazione. per altro sempre tenuta sotto controllo dalla Protezione civile.
Come recita la nota diffusa dall’amministrazione comunale allo scopo ieri mattina di fare il punto delle emergenze maltempo, veniva ricordato come via Dotta fosse chiusa: “Nella zona - recita il comunicato - dove la quota del terreno è inferiore rispetto all’area circostante, le cantine di alcune abitazioni sono state raggiunte dall’acqua. Dalla notte tra lunedì e martedì sono in corso le operazioni dei volontari del gruppo della Protezione civile comunale, che attraverso una idrovora stanno pompando l’acqua oltre l’area allagata».
La pompa è stata spenta ieri verso le 14: si era dimostrata “impotente” di fronte alla vastità del lago. Meglio aspettare dunque che l’acqua tolga il disturbo da sola.
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