Comunale e Storchi di Modena: un gioiello dell’800 e un’opera... benefica
Il primo, originariamente in via Emilia, è del Vandelli Il secondo nato per aiutare convalescenti e indigenti
MODENA. Modena e il teatro. Un amore la cui nascita si perde nei secoli passati quando Carlo Goldoni ideava gli intrecci delle sue commedie, passeggiando per il centro della nostra città, dove Virginia Reiter ancora prima di Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Raina Kabaivanska, incantava i modenesi con la sua presenza sui palcoscenici dei nostri due teatri più noti: il Comunale (oggi intitolato a Luciano Pavarotti) e lo Storchi.
La prima sede del Comunale (i resti della cui facciata si possono notare ancora se alzate lo sguardo) si trovava in angolo tra via Emilia Centro e via Farini (dove ora c’è il negozio di un noto marchio di abbigliamento) fino al 1838 quando si decise di costruirne uno più grande in via Canalgrande dove sorge tuttora. Dopo aver abbattuto un complesso di case, i lavori presero il via e in modo molto celere si conclusero nel 1841quando fu inaugurato con il nome di Teatro dell’Illustrissima Comunità.
Gioiello architettonico ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua bellezza, subendo solo un accurato restauro storico-conservativo che lo ha riportato allo splendore originale e adeguato a tutte le moderne norme di sicurezza nel 1997-98. Opera dell’architetto Francesco Vandelli, l'imponente edificio si affaccia su Canalgrande con un ampio portico a nove arcate. Sul punto più alto è stata collocata una statua realizzata da Luigi Righi e che rappresenta “Il Genio di Modena” che si appoggia allo stemma della città con la mano destra, mentre con la sinistra regge una fiaccola.
Ai suoi piedi troviamo i simboli musicali e immagini teatrali. Righi fece anche i due busti che si trovano nell’atrio ai lati della porta che conduce alla platea e che rappresentano i modenesi Orazio Vecchi, musicista, e Luigi Riccoboni, commediografo. Una grande scalinata a due braccia porta ai 116 palchi e al loggione. La platea è di forma ellittica realizzata in stile neoclassico e può ospitare 350 persone. I palchi sono su quattro ordini, al centro troviamo il palco ducale o palco grande della corona, ritornato all’aspetto originale dopo il restauro che ha riportato al suo posto anche l’aquila estense che era stata rimossa dal fronte superiore e sostituita prima con lo stemma dei Savoia e poi con quello del Comune.
Sopra ai palchi si trova il Loggione. Pezzo pregiato è il sipario realizzato nel 1841 da parte del pittore modenese Adeodato Malatesta, sul quale è raffigurato Ercole I d'Este che con la sua corte fa visita al primo teatro fatto erigere da lui a Ferrara nel 1486. Un altro sipario, appartenente alla vecchia sede del teatro, e raffigurante Orfeo ed Euridice, lo possiamo ammirare in una delle salette adiacenti al ridotto. Il ridotto dalla forma ovale ha il pavimento in legno impreziosito da una decorazione a stella. L’eccellenza acustica, il pregio e l’eleganza di questa costruzione, ne fanno uno dei più preziosi teatri italiani.
Il Teatro Storchi venne eretto nel 1886 ed inaugurato nel 1889 per volontà di Gaetano Storchi, un commerciante modenese filantropo. La volontà del cavaliere dell'ordine mauriziano era quella di fondare un'opera di beneficenza a favore delle persone convalescenti ed indigenti. L'idea era quella di devolvere loro, alle persone che uscivano dagli ospedali modenesi, gli introiti degli spettacoli per aiutarli a conseguire una completa guarigione. Il terreno sul quale venne edificato il teatro venne ceduto gratuitamente dal Comune nell’ampia area creatasi con l’abbattimento di porta Bologna nel 1882.
Questa è la ragione per la quale l’edificio ha due facciate: quella principale, a settentrione, rivolta verso piazza Garibaldi, e quella occidentale verso quello che era il “passeggio delle mura” ora viale Martiri della Libertà. Nell’atrio una targa ricorda Virginia Reiter che tanto successo ebbe nel mondo e soprattutto in America dove viene ricordata per le sue grandi interpretazioni di Desdemona nell’“Otello” e della “Signora delle Camelie”. Dall'atrio si accede nella platea che può ospitare 388 persone, le barcacce 116 persone e i palchi 136. Aggiungendo i 312 posti della galleria, ne fanno uno dei teatri più capienti nonostante le dimensioni ridotte. Destinato alla prosa e alle opere più leggere, lo Storchi è il teatro del popolo modenese.
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