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Ecco gli undici nomi che rivoluzionano la sanità modenese

di Davide Berti
Ecco gli undici nomi che rivoluzionano la sanità modenese

Cambiano i responsabili dei vari distretti territoriali Confermati i professori a capo dei dipartimenti integrati

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Da una parte i nuovi dirigenti dell’azienda Usl, dall’altra alcuni tra i migliori medici che il Policlinico può vantare. È stata una giornata di grandi manovre, quella di ieri, per la sanità modenese.

L’Ausl ha presentato il nuovo progetto di riordino territoriale, a partire dai responsabile che avranno come primo input quello di «accelerare sul rapporto tra ospedale e medicina di prossimità», come ha ricordato il direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico.

Il Policlinico ha confermato nei luoghi strategici i professionisti a capo dei dipartimenti ad attività integrata, nominati dal direttore generale Ivan Trenti d’intesa con l’università.

Per ciò che attende la sanità modenese non sono proprio due passaggi come altri. Non sono formalità. Dovranno diventare sostanza. E se il primo pensiero è quello dell’integrazione Policlinico-Baggiovara, una partita tutta modenese, c’è anche una sanità che taglia posti letto - meno 110 le cifre confermate dalla Regione - e che forzatamente consegnerà al territorio una importanza strategica. Almeno è ciò che dovrà avvenire.

Ecco perché il ruolo dei distretti sarà fondamentale, tra l’altro in un anno che non prevede campagne elettorali tra i comuni capidistretto (Pavullo esclusa), così da non dover assistere al tormentone politico dell’una o dell’altra chiusura o apertura annuciata. I voti questa volta non c’entrano, Annicchiarico è stato chiaro: «Tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi non si fermerà con questa staffetta, ma anzi proseguirà ancora più convintamente: i nuovi direttori non sono qui per tagliare, ma per aumentare le cose da fare».

In due casi, Federica Ronchetti per il Distretto di Sassuolo e Roberta Mazzoni per quello di Carpi, si tratta di un debutto in questo ruolo. Claudio Vagnini è stato designato alla guida del Distretto di Modena, Angelo Vezzosi a Mirandola e Maria Pia Biondi a Vignola. Francesca Novaco è il nuovo Direttore delle attività socio sanitarie. Gli incarichi decorreranno dal primo maggio per consentire il completamento delle attività in corso e il passaggio di consegne. Confermati Andrea Spanò alla guida del distretto di Pavullo e Antonella Dallaria a Castelfranco Emilia, i cui incarichi sono stati assegnati nel corso del 2015.

«Ad un anno dall’insediamento di questa direzione - continua Annicchiarico si completa l'assegnazione dei ruoli di maggiore responsabilità per l'Ausl di Modena. Grazie alla stretta collaborazione con i territori, rappresentati dalla Presidenza della Conferenza territoriale socio-sanitaria e dai sindaci della provincia, abbiamo selezionato un gruppo di professionisti che saprà saldamente sostenere i principi della Servizio Sanitario Pubblico: difesa dei più fragili, tutela e garanzia di risposta ai bisogni, centralità dell’individuo, governo dei percorsi e dell’integrazione fra sociale e sanitario. Un sentito ringraziamento da parte di tutta l’Ausl di Modena è rivolto al dottor Mario Meschieri e al dottor Massimo Marcon che saranno impegnati in nuovi incarichi di responsabilità in Azienda», conclude il direttore generale dell'Ausl di Modena Massimo Annicchiarico.

Passando al Policlinico, invece, conferme tra i direttori dei Dipartimenti ad Attività Integrata dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria, che costituiscono la struttura organizzativa deputata ad assicurare l’integrazione tra le funzioni di assistenza, didattica e ricerca. I professori chiamati alla direzione sono: Erica Villa, dipartimento di Medicine, Medicina d’Urgenza e Specialità Mediche; Uliano Morandi, dipartimento Chirurgia Generale e Specialità Chirurgiche; Fabrizio Ferrari, Dipartimento Materno-Infantile; Stefano Cascinu, Dipartimento Oncologia ed Ematologia; Livio Presutti, Dipartimento Chirurgie Specialistiche. Nomi importanti per incarichi altrettanto decisivi in un momento di profondo cambiamento per l’azienda, che naviga tra i cantieri da continuare a mettere in fila per abbandonare una volta per tutte la diatriba con Baggiovara verso quell’unico ospedale che deve cominciare ad essere una realtà piuttosto che una promessa.

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