«L’acqua non si beve ma il Consiglio non può discuterne»
MONTESE. A tre mesi dall'ultimo consiglio comunale, il gruppo Montese in movimento chiede che ne sia convocato uno quanto prima per poter discutere delle interrogazioni e delle mozioni presentate...
MONTESE. A tre mesi dall'ultimo consiglio comunale, il gruppo Montese in movimento chiede che ne sia convocato uno quanto prima per poter discutere delle interrogazioni e delle mozioni presentate nelle settimane e nei mesi scorsi: «Nel notare con disappunto - scrivono Francesco Indello, Corrado Turra, Fulvio Biagini e Alessandro Santini - che l’ultimo consiglio comunale risale a ben tre mesi fa e viste le numerose nostre interrogazioni e mozioni che attendono risposte e votazioni nel luogo indicato dalle nostre leggi come massima espressione della democrazia in ambito locale, siamo a chiedere che al più presto si possa dare modo a chi è stato delegato dai cittadini di poter compiere il proprio dovere ed impegno. Pertanto chiediamo che anche in assenza di argomenti che l’amministrazione è obbligata a portare in consiglio comunale, la stessa amministrazione si senta in dovere di convocare quanto prima un consiglio comunale per poter lavorare su quanto in attesa di discussione».
La situazione, secondo la minoranza montesina, è resa ancor più preoccupante da un nuovo divieto di potabilità dell’acqua in territorio comunale. Questa volta l’ordinanza del sindaco Mazza riguarda l’acquedotto posto in località Moscheda, presso la frazione di Castelluccio: il 27 febbraio, dopo la comunicazione dell’Usl di Modena, l’amministrazione ha infatti comunicato il divieto di utilizzare quell'acqua per scopi alimentari. (f.c.)
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