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La “lista della spesa” per migliorare il Mercato Albinelli

La “lista della spesa” per migliorare il Mercato Albinelli

L’arrivo del nuovo regolamento riapre il dibattito sul futuro La storica struttura ha bisogno di una ricetta vincente

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Basta una mattinata trascorsa allo storico mercato Albinelli, a due passi da piazza Grande, per vedere comparire sul taccuino una lunga lista di cose che non vanno, almeno a detta di vari (non tutti) operatori che, si scopre subito, hanno "l'obbligo" di non parlare se non attraverso canali ufficiali. Insomma sembra un affare di Stato e invece stiamo parlando "solo" di come tutti, la settantina di operatori ancora presenti, il Comune, la società di gestione, si devono adoperare per "salvare" la struttura nata il 28 ottobre 1931. E ieri si è registata la chiusura di un altro banco di frutta e verdura. L'ultima "tegola" sul mercato è il nuovo regolamento che il Comune sta preparando e che ha ottenuto subito un "no" chiaro delle associazioni di categoria, in primis Confesercenti. Da un lato il Comune assicura di lavorare per «l'interesse pubblico inserendo nel mercato le nuove attività che integrano l'offerta alla clientela», dall'altro i tanti operatori che vedono come fumo negli occhi la novità annunciata. È appunto questa una delle molte questioni che, ormai da anni, starebbero secondo alcuni mettendo a rischio l'Albinelli. Molti operatori - forse anche a causa del metodo usato per informarli delle novità - non accettano la prospettiva degli happy hour e degli spazi aperti a bar e ristoranti che farebbero attività serali anche estiva: e dire che le aree ci sarebbero anche all'interno, posizionate in vari punti. «Al di là dei locali aperti la sera - dicono un gruppo di operatori che preferiscono non essere citati - resterebbero irrisolti i problemi importanti. I clienti calano sensibilmente soprattutto perché da anni sono stati eliminati tutti i parcheggi e nella zona intorno al mercato la sicurezza è sempre più a rischio. E poi i turisti: è vero che in città sono cresciuti, ma qui vengono a visitare e non comprano praticamente mai, del resto si è mai visto un turista che fa la spesa?». Molti sollevano anche il problema della gestione del consorzio che, secondo chi "accusa”, sarebbe una diretta emanazione del Comune senza fare gli interessi degli operatori: a metà marzo è prevista l'assemblea per sostitutire - forse - il presidente del consorzio Luigi Savoia e in quella occasione se ne capirà di più. E poi ci sono gli investimenti comunali previsti questo e i prossimi due anni, non molti a dire il vero. Quest'anno, come recita un comunicato recente del Municipio, su un investimento totale per i grandi progetti pari a 44 milioni di euro all'Abinelli toccano 180mila: non tutti nei prossimi dodici mesi, ma nel triennio. Il Comune assicura miglioramenti nelle modalità di intervento per la manutenzione e la qualificazione della struttura, la promozione e l'inserimento del mercato pubblico nei circuiti turistici, oltre all'ampliamento degli orari di apertura e al rafforzamento del ruolo di "vetrina" delle eccellenze alimentari modenesi. Si vedranno i risultati, quel che è certo è che ieri sera in una riunione informale gli operatori hanno parlato di questi problemi. Non è evidentemente un bel momento per la struttura mercatale, e non è solo per colpa della crisi economica. Anche le imposte incidono sui conti degli operatori: pochi giorni uno di essi, titolare di un banco di pochi metri quadrati, si è visto arrivare una tassa sui rifiuti di 1700 euro.

Stefano Luppi

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