Ladri in azione nel capannone della Caritas
Rubati computer e danneggiati terminali: è la seconda volta in un anno. Si teme sia un avvertimento
Ancora una volta ladri e anche vandali si introducono di notte nella sede di Nuovamente Secchia della Caritas, rubano e danneggiano attrezzature. L’amara scoperta l’ha fatta anche stavolta aprendo per la mattinata il responsabile del centro, Andrea Brunetti. Ignoti si erano già introdotti nel capannone meno di un anno fa, giugno 2015. Quella volta avevano danneggiato materiale, mobili recuperati e altri oggetti. Stavolta i danni sono molto più gravi. Sono stati rubati due computer portatili e un tablet, danneggiati altri terminali, completamente distrutto il computer, appena sostituito, del responsabile dello stesso Brunetti. Nuovamente è il capannone della Caritas presso cui vengono recuperati e rimessi in vendita oggetti, mobili, vestiti e ogni altro genere di materiali che possono essere utili alle famiglie in stato di indigenza. Il costo di ciò che viene rimesso in vendita è molto basso, quasi simbolico, ma a Nuovamente lavorano invece alcune decine di persone, in parte retribuite con progetti di solidarietà a cura della stessa Caritas e col sostegno dei servizi sociali comunali, in parte volontari. Il tipo di assalto, fa pensare a un'effrazione a scopo di furto ma anche di avvertimento. I ladri hanno forzato la porta del capannone in via San Benedetto, l'ingresso dove viene scaricato o consegnato il materiale recuperato da cantine, solai, donazioni, poi hanno cercato le chiavi per aprire il portone su via Collegio Vecchio, dove invece c'è l'esposizione e vendita del materiale recuperato e dove ci sono gli uffici.
Al computer del responsabile hanno riservato un trattamento speciale: «L'hanno sfasciato - spiega Brunetti - poi l’hanno ricomposto come fosse ancora intatto. Quando ho provato ad accenderlo, non funzionava, l'ho esaminato un attimo e mi sono reso conto dell'accaduto. Poi hanno rubato quello che è un po' il cuore della nostra attività: quattro casse piene di attrezzi di ogni tipo che usiamo nei nostri laboratori per aggiustare e recuperare il materiale». I segnali che i ladri sapessero come muoversi sono insomma molteplici. «Anche secondo i carabinieri ci sono diversi indicatori di un qualche tipo di avvertimento o vendetta. Questo del resto è un luogo in cui vengono persone in difficoltà, conduciamo diversi progetti di solidarietà che hanno un inizio e una fine, che possono essere rinnovati e a volte vanno invece a scadenza. È ovvio che un centro come questo lasci anche persone scontente e mi dispiace. Allo stesso tempo provo anche un po' di stanchezza nel vedere rovinata una buona parte dei nostri sforzi. Ci hanno rubato perfino la Vodafone station, siamo isolati e non possiamo comunicare né per telefono né via internet».
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