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Modena, sulla cassa d’espansione si è aperta una fessura

Marco Amendola
Modena, sulla cassa d’espansione si è aperta una fessura

Infiltrazione d’acqua attraverso il manufatto fra Campogalliano e Rubiera costruito quarant’anni fa per contenere le piene del fiume Secchia

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MODENA. Un forte e costante flusso d'acqua filtrava ieri 29 febbraio in alcuni punti della diga della cassa di espansione del Secchia, durante la fase di piena del fiume. Un'infiltrazione d'acqua ben visibile in almeno tre punti del grande manufatto in cemento armato costruito nel 1976 e che dovrebbe servire a controllare le piene del fiume e a immagazzinare 16 milioni di metri cubi d'acqua all'interno della cassa di espansione del Secchia posta fra Campogalliano e Rubiera.

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Un episodio analogo che ricorda l'infiltrazione a un'altra grande diga sempre nel modenese, quella della cassa di espansione del Panaro durante i giorni dell'alluvione il 20 gennaio 2014, quando durante la fase di piena del Panaro un cittadino documentò il flusso d'acqua fuoriuscire dal manufatto in cemento armato fra l'attacco della diga e la "spalla". Il "buco" nella diga del Panaro venne poi riparato dai tecnici Aipo, ma portò alla luce tutte le criticità che da 40 anni avvolgono l'intera cassa di espansione del Panaro.

Tornando invece al Secchia, lunedì mattina la pressione dell'acqua in piena potrebbe aver trovato un passaggio all'interno del cemento armato della diga del Secchia per fuoriuscire in almeno tre punti dall'altra parte del manufatto. Una "fessurazione nella struttura" di cui ad oggi non si conoscono le cause e se qualcuno ne fosse a conoscenza, né da quanto tempo si verifica ed è presente l'infiltrazione, e se questa possa essere considerata una criticità per l'intera struttura sottoposta a pressioni enormi e che, va ricordato, non è mai stata collaudata con la prova di invaso come invece previsto dalle normative e dai contratti di progetto.

La diga del Secchia infatti, secondo le carte di progetto, dovrebbe invasare all'interno della cassa di espansione fra Campogalliano e Rubiera un quantitativo di ben 16 milioni di metri cubi d'acqua, e controllare il flusso della piena e tenere bassi i livelli lungo il corso del fiume a valle, cioè Ponte Alto, San Matteo, Bastiglia, Sorbara per arrivare fino al Po. Anche la diga del Panaro e la relativa cassa di espansione costruita a più riprese a partire dal 1974 e ancora oggi non collaudata con la prova di invaso, dovrebbe, come risulta dai documenti di progetto, contenere un quantitativo da 26 a 30 milioni di metri cubi d'acqua. Ma sulle due opere idrauliche del Secchia e del Panaro, mai finite e mai collaudate, e di cui ancora non si conoscono le funzionalità, arriverà un'altra ennesima pioggia di milioni di euro.

Per la cassa del Secchia saranno infatti destinati 20 milioni di euro per adeguamenti strutturali «degli argini del sistema della cassa stessa, anche mediante interventi di rialzo; l'adeguamento dei manufatti di regolazione e sfioro». Ma ora l'infiltrazione all'interno del cemento armato nella diga del Secchia rappresenta un nuovo e preoccupante capitolo in questa travagliata storia lunga 40 anni.

Marco Amendola

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