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«Per Aimag sceglieremo il meglio»

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«Per Aimag sceglieremo il meglio»

Bellelli e Silvestri: «Il partner della multiutility non deve per forza essere Hera»

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La decisione di non rinnovare i patti in scadenza con le Fondazioni bancarie e con Hera per procedere alla nomina, entro il 30 giugno, di un nuovo consiglio di amministrazione designato dai Comuni soci ha riscosso consenso anche tra le minoranze nei consigli comunali dei 21 Comuni soci.

Alberto Bellelli e Alberto Silvestri, rispettivamente sindaco di Carpi e San Felice, vogliono rimarcare che la decisione è stata presa all’unanimità, anche se non è mancata la “dialettica interna”, e anticipano quale sarà lo scenario dell’immediato futuro.

Bellelli, Silvestri, la decisione di procedere al mancato rinnovo del patto di sindacato con Hera ha sorpreso anche le opposizioni nei consigli comunali. Come si è arrivati a questa decisione?

«Va sottolineato che si tratta di una decisione presa all’unanimità perché, se sul tema si innesca una tensione da tifoseria si corre il rischio di perdere di vista lo scenario complessivo. La decisione di non rinnovare il patto di sindacato è una tappa di un percorso che sin dall’inizio voleva arrivare a decisioni prese in piena coscienza in merito alle sfide del futuro».

Voi stessi però riferite di una dialettica interna durante il percorso che ha portato alla decisione: su che cosa è stato fondato questo dibattito se non su Hera?

«La dialettica interna è stata incentrata su quali prospettive e su quale dimensione dare in futuro all’azienda, per consentirci di garantire lo sviluppo e attuare le innovazioni avviate con successo da Aimag. Un esempio? Un’estensione della tariffa puntuale che nel 2018 coinvolgerà tutta l’Unione dei Comuni dell’Area Nord. Gli approfondimenti fatti in collaborazione con gli advisor in merito agli scenari futuri, ci hanno ulteriormente confermato che Aimag ha bisogno di evolvere e integrarsi con un partner industriale con il quale attivare importanti sinergie di sviluppo e di conseguenza arrivare alla fusione».

Quanto ha pesato sulla scelta di non rinnovare il patto di sindacato con Hera, il “veto” posto da Tea che, nell’eventualità di un rinnovo del patto si sarebbe sfilata?

«L’opinione che abbiamo di Tea è alta, come lo è di tutti i soggetti che hanno presentato la manifestazione d’interesse. L’introduzione di questa clausola da parte di Tea nella manifestazione d’interesse non ha però condizionato la nostra scelta, che non è stata fatta per dare ragione a qualcuno».

Il soggetto che avete delineato nella nota congiunta assomiglia molto a Hera…

«Non individua per forza Hera. Abbiamo individuato lo scenario che ci consentirà di raggiungere una forte integrazione/fusione. Se Hera si farà avanti verrà valutata la sua proposta, così come verrà analizzata quella che giungerà da altri soggetti. Ricordo che qualcuno, agli inizi, diceva che ne sarebbe arrivata solo una di queste manifestazioni… Poi ne sono arrivate sette. Se Tea, o altri, un domani vorrà proporre una fusione, ad esempio, è libera di farlo».

Il mancato rinnovo con le due Fondazioni esclude, di fatto, la proposta di raddoppio del capitale arrivata da questi due enti?

« Il mancato rinnovo non è un gesto punitivo nei confronti di Hera e delle Fondazioni. È una scelta fatta per operare in modo più sereno, tranquillo, sottolineando l’autonomia decisionale dei 21 Comuni soci. La manifestazione di interesse delle Fondazioni prevede, comunque, l’integrazione con un partner».

Quali saranno gli step futuri ora che le manifestazioni di interesse sono arrivate e che il patto con Hera e Fondazioni non è stato rinnovato?

«Nei prossimi consigli comunali disdetteremo il patto. Nei prossimi mesi scatterà una riflessione che punta a stabilire i criteri che vogliamo portare a casa dallo scenario di integrazione e fusione. Poi nei prossimi mesi scadrà il mandato dei dirigenti di Aimag, nomineremo i componenti del nuovo cda, la cui durata sarà diversa da quella attuale. Non più tre anni, ma sarà legata al progetto di integrazione e fusione con il nuovo soggetto. Per ora abbiamo trovato il titolo del tema e, nelle prossime settimane, con gli advisor individueremo le caratteristiche della procedura trasparente a evidenza pubblica che determinerà il futuro della nostra multiutility».

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