Gazzetta di Modena

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Per un bacio respinto a processo dopo sei anni

di Carlo Gregori
Per un bacio respinto a processo dopo sei anni

Un 39enne marocchino è accusato di tentata violenza sessuale e lesioni: ha tirato a sé una ragazza che lo attraeva, lei lo ha allontanato e lui l’ha picchiata

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È imputato di tentata violenza sessuale per aver provato a baciare una donna della quale era infatuato. Una donna però che non ne voleva sapere di lui e che dopo il maldestro tentativo di tirarla a sé e il suo rifiuto è stata anche picchiata durante la collutazione. Ma il processo, cominciato ieri e subito rinviato al 19 aprile, a sei anni dai fatti interessa meno alla presunta vittima, che si è sposata e ha appena avuto un figlio e che potrebbe ritirarsi da parte civile diventando un semplice testimone dell’accusa.

Tentare di baciare è un gesto di violenza sessuale? Se tutti coloro che hanno provato a baciare una donna venendo respinti dovessero essere imputati di questo grave reato, le galere sarebbero stracolme. Eppure per le modalità in cui il bacio viene tentato per la legge può esserlo, come ha detto la Cassazione fissando nel bacio sulla guancia sgradito a chi lo riceve la soglia minima della violenza sessuale. Ma non c’è solo questo nella vicenda al centro del processo iniziato ieri. C’è anche la reazione violenta di lui al rifiuto di lei e persino suo padre imputato per aver minacciato la giovane: se non ritirava la denuncia, le ha detto, gliela faceva pagare cara. Il fatto è avvenuto in un pomeriggio del 2009 a Braida, Sassuolo.

L’imputato, oggi 39enne, è un marocchino che frequentava un negozio etnico della zona e provava attrazione per una connazionale più giovane (allora lei era poco più che ventenne). I due non si conoscevano se non di vista.

Un giorno lui si avvicina e mentre le parla la tira a sé e prova a baciarla. Ma lei non ne vuole sapere: non lo conosce e non lo reputa una persona attraente. Così lo respinge tenendolo lontano. Lui però interpreta questo gesto come un affronto e lo manda su tutte le furie. I due hanno un battibecco e le mani si agitano. Poi lui perde la testa e la picchia, le dà anche una testata.

La giovane va all’ospedale di Sassuolo. Mentre la medicano al pronto soccorso, ai medici racconta l’accaduto. I medici chiamano subito la polizia che raccoglie la deposizione. Intanto arriva anche l’aggressore che cerca di dire la sua e viene a sapere che è stato denunciato per tentata violenza sessuale e lesioni. Lei starà a casa parecchi giorni in convalescenza. Poi il padre dell’uomo respinto, un 66enne marocchino, la ferma e le dice chiaramente che se non ritira la denuncia gliela farà pagare cara. Un gesto inutile: la denuncia va avanti da sé e ora è arrivata in tribunale. Ma per lei la vita è andata avanti...

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