Rotella alle associazioni: «Non vogliamo privatizzare»
Nessuna privatizzazione del mercato di via Albinelli, anzi la riconferma delle centralità dell'interesse pubblico della struttura attraverso alcune innovazioni nella selezione degli operatori....
Nessuna privatizzazione del mercato di via Albinelli, anzi la riconferma delle centralità dell'interesse pubblico della struttura attraverso alcune innovazioni nella selezione degli operatori. Risponde così il Comune all'accusa lanciata ieri da Confesercenti che paventava la "privatizzazione" della struttura a fianco di piazza XX settembre. "Sarà il Comune sentite le associazioni di categoria a valutare i progetti proposti dal consorzio Albinelli e non ci sarà la possibilità di vendere qualunque cosa" spiega l'assessore comunale alle attività economiche Tommaso Rotella che domani interverrà domani in Consiglio comunale alla discussione delle modifiche al nuovo regolamento. "Con il nuovo Regolamento - contiua - allarghiamo la possibilità, già prevista, di inserire attività che vanno a integrare l'offerta alla clientela del mercato e la rendiamo più flessibile superando il limite finora imposto dal dover scegliere esclusivamente ambulanti. Inseriamo anche un limite massimo non superabile del 30% del numero complessivo dei posteggi (29 su 87) e definiamo una procedura chiara e trasparente per la loro gestione. Il consorzio deve predisporre un progetto, la giunta lo valuta e sentite le associazioni di categoria lo approva". A stretto giro di posta arriva la risposta della Confesercenti: «La risposta dell'assessore è stata puntale, vogliamo solo ricordare che «L'Albinelli è soggetto alla legge del 1999 relativa al commercio su aree pubbliche. Oltre al fatto che il regolamento comunale deve rispondere ai dettati della norma che regolamenta il settore: pur quindi con la necessaria flessibilità non bisogna alterare i contenuti della norma. Inoltre auspichiamo che il Comune di Modena, abbia provveduto a comunicare entro il 31 gennaio scorso in Regione questa variazione significativa e cioè il depennamento di 29 posteggi dall'organico del mercato. Resta, tuttavia, aldilà della legittimità o meno dell'operazione la constatazione che il percorso avviato sembra portare l'Albinelli a perdere la propria identità o parte di essa di mercato alimentare, per diventare un soggetto più simile a un centro commerciale». (s.l.)
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