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Stop al dialogo, i vigili scioperano

di Rino Filippin
Stop al dialogo, i vigili scioperano

È la prima volta del corpo delle Terre d’Argine. Uil e Sulpl dicono no ai trasferimenti negli altri Comuni

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Frattura insanabile tra gli operatori della polizia municipale da una parte, e la comandante Tinti e il Comune dall’altra. A nulla sono serviti ieri mattina i tentativi di conciliazione tra le parti messi in atto dal prefetto Michele Di Bari. La conseguenza è lo sciopero. Una decisione presa in accordo tra Uil e Sulpl, sigla sindacale quest’ultima che rappresenta una larga fetta di operatori del comando di via 3 Febbraio. Cgil e Cisl, come noto, non avevano aderito all’agitazione sindacale.

La decisione di scioperare rappresenta un’assoluta novità per la polizia locale dell’Unione Terre d’Argine.

«Purtroppo - spiega Federico Coratella agente e sindacalista del Sulpl - nonostante l’impegno da parte del prefetto non abbiamo visto da parte di comandante e Comune la volontà di dialogare». La protesta, ricordiamo, nasce contro la decisione dell’amministrazione locale di spostare gli operatori per alcuni mesi l’anno negli altri Comuni dell’Unione. Il programma di trasferimenti avrebbe dovuto iniziare ieri. «Da parte nostra - spiega Coratella - abbiamo chiesto alla comandante Tinti, a Enrico Piva, direttore del personale, e al segretario municipale Anna Messina, di scrivere nero su bianco la loro proposta di riorganizzazione del lavoro. Non ci convincono modalità, criteri e tempistiche di questo progetto e vogliamo avere la possibilità di discuterne in modo approfondito. La controparte però è stata irremovibile e di conseguenza abbiamo scelto una forma di protesta pesante: lo sciopero».

Al momento non è ancora stato deciso quando inizierà l’astensione dal lavoro. Lo sciopero potrebbe scattare tra una decina di giorni, dopo che ne saranno stati informati gli organi vigilanti. Ovviamente saranno garantiti i servizi essenziali previsti dalla legge. «Con questa protesta - spiega ancora il sindacalista - vogliamo far capire a comandante e dirigenti municipali e delle Terre d’Argine, che una riorganizzazione come quella che ci è stata proposta va discussa e approfondita, non imposta unilateralmente. Noi oltre che agenti siamo anche cittadini e pensiamo che queste trasferte non solo non portano vantaggi, ma rischiano di impoverire il livello di sicurezza sul territorio». Cisl e Cgil, lo ricordiamo, avevano proposto una mediazione: ok ai trasferimenti, ma partendo dal Comando con l’auto di servizio. L’idea non è piaciuta nemmeno al Comune che chiede agli agenti di timbrare il cartellino direttamente sul luogo in cui saranno spostati per un certo periodo di tempo.

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